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DANZAEvitate,cari amici,che il fuoco dell'arte si estingua,tenete alta la torcia.(M.wigman) |
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September 23 Ci trasferiamo....February 13 Abbigliamento SportivoDecember 12 Maurice Bèjartmaurice béjart : coreografo (1927-2007) Maurice Béjart nasce a Marsiglia il 1° gennaio 1927. Ballerino, poi coreografo, debutta a Parigi. Nel 1960 crea a Bruxelles il Ballet du XXe siécle. Un quarto di secolo più tardi, sposta la sua compagnia a Losanna (Béjart Ballet Lausanne). Le sue radici le pianta qui dove lavora.
Béjart acquisisce l'essenziale della sua formazione di ballerino da Madame Egorova, Madame Rousanne e Léo Staats. Questo bagaglio classico, lo porta in scena la prima volta a Vichy (1946), poi accanto a Janine Charrat, Roland Petit e soprattutto, a Londra, all'interno dell' International Ballet. Una tournée in Svezia con il Ballet Cullberg (1949) gli permette di riscoprire le risorse dell'espressionismo coreografico. E un contratto per un film svedese lo confronta per la prima volta con Stravinski.
Su dei pezzi di Chopin, di ritorno a Parigi, Maurice Béjart fa esperienza sotto l'egida del critico Jean Laurent. Il ballerino allora si raddoppia e diventa coreografo. Nel 1955, con i Ballets de l'Etoile, esce dai sentieri battuti con Symphonie pour un homme seul (musica P. Henry e P. Schaeffer). Domando il proprio linguaggio, riesce ad imporsi sul filo di una serie di creazioni: Haut Voltage, Prométhée, Sonate à trois (da Huis clos de J.-P. Sartre). Notato da Maurice Huisman, il nuovo direttore del Théâtre Royal de la Monnaie, dirige una trionfale Sagra della Primavera (1959). Ed è la fondazione del Ballet du XXe siècle (1960), una compagnia internazionale in testa alla quale Béjart percorre il mondo intero. Alla Sagra aggiunge il Bolero (1961), Messa per il tempo presente (1967) e L'uccello di fuoco (1970). Un gusto marcato per il cosmopolitismo culturale porta questo figlio del filosofo Gaston Berger ad attaccarsi all'espressione di diverse civiltà (Bhakti, Golestan, Kabuki, Dibouk, Pyramide) come all'illustrazione di un ricco repertorio musicale (da Boulez a Wagner).
La sua fibra pedagogica lo spinge a creare la scuola Mudra, a Bruxelles (1970), poi a Dakar (1977), e l'école-atelier Rudra a Losanna (1992). Il passaggio dal Ballet du XXe siècle al Béjart Ballet Lausanne (1987) avviene senza discontinuità. Nel 1992, Béjart decide di ridurre la sua compagnia ad una trentina di ballerini per "ritrovare l'essenza dell'interprete". Tra i numerosi balletti creati per questa compagnia, citiamo Ring um den Ring, Le Mandarin merveilleux, King Lear-Prospero, A' propos de Shéhérazade, Le Presbytère…!, Mutationx, La Route de la soie, Le Manteau, Enfant-roi, La Lumière des eaux, Lumière. Regista di teatro (La Reine verte, Casta Diva, Cinq No modernes, A-6-Roc), di opere (Salomé, La Traviata e Don Giovanni), realizzatore di films (Bhakti, Paradoxe sur le comédien…), Maurice Béjart ha ugualmente pubblicato diversi libri (romanzi, ricordi, diari, pezzi di teatro). L'Imperatore Hirohito lo ha nominato all'Ordine del Sol Levante (1986) e il Re Baldovino lo ha nominato Grand Officier dell'Ordine della Corona (1988). La Japan Art Association gli ha riconosciuto il prestigioso Premio Imperiale (1993) e la Inamori Foundation il Premio Kyoto (1999). Nel 1994, Maurice Béjart è elettro membro libero dell'Accademia delle Belle Arti dell' Istituto di Francia. Muore a Losanna il 22 gennaio 2007, dopo una lunga malattia, mentre stava preparando il suo ultimo spettacolo, Il giro del mondo in ottanta mintuti. Martha Grahammartha graham : coroegrafo Nata ad Allegheny City, in Pennsylvania, nel 1894, Martha si trasferisce presto in California, dove inizia a formarsi come danzatrice alla Denishawn School di Los Angeles, diretta da Ruth St. Denis. Il suo debutto avviene nel 1919 con Xochtil, un assolo creato per lei da Ted Shawn e ispirato alla cultura azteca: sarà l’inizio di una carriera di interprete destinata a durare oltre cinquant’anni, con il ritiro ufficiale dalle scene avvenuto solo nel 1969. Dopo quattro anni passati nelle file dei Denishawn Dancers e un breve periodo al Greenwich Village Follies, la Graham inizia la sua personale ricerca coreografica, incentrata sulle possibili relazioni tra gesto e motivazione psicologica: una serie di assoli, culminanti in Lamentation (1930, su musica di Zoltán Kodály) seguono questa strada, mettendo inoltre in evidenza le influenze della sua prima formazione e le suggestioni dei danzatori tedeschi Harald Kreutzberg e Mary Wigman, ammirati durante le loro prime esibizioni americane.
La portata innovativa delle opere della Graham determina la nascita di un vero e proprio vocabolario coreografico, la cosiddetta "tecnica Graham", che a partire dal 1927 viene insegnata presso Graham School of Contemporary Dance, ma che si trasforma nel tempo in un metodo rivoluzionario appreso in tutto il mondo. La base del metodo è costituita dalla libertà dalle cinque posizioni e dai passi stabiliti del balletto classico, dalle sue scarpette a punta e dai tutù: su questo presupposto si innesta un approccio gestuale fatto di principi semplici e dinamici ("contraction and release", "fall and recovery"), attraverso cui si delinea una danza costruita sull’equilibrio di forze libere ma complementari, in cui sono inoltre banditi musiche e scene ottocentesche per far largo alla modernità.
Le novità introdotte dalla Graham hanno inevitabilmente anche una necessità "politica" e vanno legate all’impegno sociale che la coreografa ha sempre dimostrato di voler perseguire nella sua carriera: basti pensare al femminismo in Heretic (1929, sua prima coreografia di gruppo), Letter to the World (1940, ispirato alla vita della poetessa Emily Dickinson) e Deaths and Entrances (1943), oppure al nazionalismo di Frontier (1935) e Appalachian Spring (1944, su musica di Aaron Copland), fino all’antimilitarismo di Chronicle (1936).
Negli anni quaranta la Martha Graham Dance Company era comunque già una realtà molto lontana dall’iniziale formazione del Dance Group, avendo accolto interpreti maschili e dimostrandosi una delle prime compagnie americane ad ospitare danzatori di colore, oltre a grandissimi artisti come Erik Hawkins (che Martha sposa nel 1948, anno del capolavoro Diversion of Angels) e Merce Cunningham, straordinario interprete di Every Soul is a Circus. Con Dark Meadow, Cave of the Heart, Errand into the Maze e Night Journey, creati tra il 1946 e il 1947, ha ufficialmente inizio il terzo periodo creativo della Graham, quello psicoanalitico, malgrado già con il duetto Herodiade (1944), su musica di Paul Hindemith, l'artista si era inoltrata in un viaggio nei meandri della psiche e dell'inconscio. Su questa stessa strada, e sulle suggestioni ricavate da Freud e Jung, la coreografa americana riscopre quindi il mondo della mitologia classica e degli archetipi tragici e biblici, dando a vita a opere come Clytemnestra (1958), Alcestis (1960), Phaedra (1961), Circe (1963), Judith (1980) e Phaedra's Dream (1983), su musica di George Crumb.
Artista prolifica e indomita, a partire dagli cinquanta Martha Graham viene riconosciuta come esponente di spicco della cultura americana e inizia con la sua compagnia una serie di tournées internazionali che la consacrano come una delle maggiori intelligenze coreografiche del novecento: tra le sue opere più recenti, ricordiamo Mendicants of Evening (1973), Myth of Voyage (1973), Lucifer (1975, i cui ruoli principali sono interpretati da Margot Fonteyn e Rudolf Nureyev), Acts of Light (1981), The Rite of Spring (1984) e il suo testamento, Maple Leaf Rag (1990), su musica di Scott Joplin.
L’anno successivo, in cui peraltro viene data alle stampe la sua autobiografia, Blood Memory, Martha Graham si spegne a New York quasi centenaria, lasciando a perpetrare la sua memoria non solo la compagnia che porta il suo nome, ma le scuole di ballo di tutto il mondo che ancora insegnano il "metodo".
Roland Petitroland petit : coreografo Il Danzatore e coreografo francese Roland Petit nasce a Villemomble nel 1924. Entrato a otto anni nella scuola di ballo dell'Opéra de Paris, già all’età di quindici anni viene ammesso nel Corpo di ballo ed a sedici ne diventa solista. Accanto a Janine Charrat inizia presto il suo apprendistato di coreografo e nel 1945 crea il suo primo lavoro coreografico Les Forains. In quel periodo e sino al 1947 dirige Les Ballets des Champs Elysées per i quali crea Le Jeune Homme e la Mort (1946) Successivamente, dal 1948, è a capo dei Ballets de Paris. E’ il periodo della creazione di Carmen (1949), il cui ruolo di protagonista affida a Zizi Jeanmaire, colei che nel 1954 diventerà sua moglie. Celebri artisti hanno collaborato alla realizzazione dei suoi lavori: Yves Saint-Laurent e Christian Dior per i costumi; Pablo Picasso, Max Ernst e Niki de Saint Phalle per le scene; Georges Simenon, Jacques Prévert, Jean Anouilh per i libretti; Marcel Landowski, Gabriel Yared, Maurice Jarre; Henri Dutilleux per la musica.
George BalanchineNato a San Pietroburgo nel 1904, George Balanchine incontra Igor Stravinskij durante le rappresentazioni dei Balletti Russi, in cui è stato appena ingaggiato per una tournée europea dallo stesso Diaghilev: ne nasce una collaborazione leggendaria. Con la morte di Diaghilev nel 1929 e lo scioglimento della compagnia, Balanchine viene invitato da Jacques Rouché, amministratore dell’Opéra, a mettere in scena Les Créatures de Prométhée al Palais Garnier, ma si ammala ed è costretto a rinunciare all’impegno: tornerà sulla scena per il Ballet Royal danese (1930), proseguendo un’intensa attività a Londra, Montecarlo e infine nella Parigi stessa, con Ballets 1933 al Théâtre des Champs-Elysées. Proprio qui avviene l’incontro decisivo con Lincoln Kirstein, che lo porta con sé a New York, dove nel 1934 fondano la School of American Ballet. Nel 1937 viene realizzato il primo Festival Stravinskij e iniziano le collaborazioni con la Metropolitan Opera di New York: la compagnia di Balanchine, con il crescente successo e la maggiore attenzione istituzionale, cambierà nome in Ballet Caravan, American Ballet Caravan, Ballet Society, fino ad assumere, nel 1948, quello celeberrimo di New York City Ballet. Nel 1964 la città gli offre l'utilizzo dell'ambitissimo New York State Theatre, presso il Lincoln Center, confermando la centralità della figura di Balanchine negli sviluppi della danza classica del novecento. Tra le coreografie firmate negli Usa ricordiamo Balletto imperiale (1941) su musica di Ciajkovskij, Theme and Variations (1947), The Four Temperaments (musica di Hindemith, 1946), Symphony in C (1947), su musica di Bizet, l’ancora rappresentatissimo Schiaccianoci (1954), Liebeslieder Walzer (musica di Brahms, 1960), Jewels (Fauré, Stravinskij e Ciajkovskij), nonché alcuni lavori che testimoniano il desiderio di allargare la propria ricerca ad un pubblico più vasto, come Stars and Stripes (1958), Square Dance (1957), Who Cares? (1970), su musica di Gershwin. A questa produzione si affiancano nel tempo le creazioni nate dalla stretta collaborazione con Stravinskij, circa trenta lavori, che vanno da una mitica versione de Le sacre du Printemps di cui si sono smarrite le tracce alla trilogia “greca” (Apollo, Orfeo, Agon), fino a divertite sperimentazioni come la Circus Polka, una danza per elefanti rappresentata per anni con successo da un circo americano. Lèonide Massineléonide massine : coreografo (1895-1979) Léonide Massine era americano, di origine russa. Padre della danzatrice Tatjana e del ballerino e coreografo Lorca, Leonid ha studiato alla scuola del Bolshoi di Mosca, dove si è diplomato e ha anche preso parte ad alcune rappresentazioni. Debutta nel 1914 all'Opéra di Parigi nel balletto La leggenda di Giuseppe (musica di R. Strauss), protagonista, con la coreografia di Michail Fokine, per i Balletti Russi di Diaghilev. L'anno dopo, sempre con Diaghilev, dava alla scena la sua prima coreografia: Soleil de nuit (musica di Rimskij-Korsakov). Aveva occasione di studiare con Enrico Cecchetti ma in lui, e anche in Diaghilev, premeva l'avviamento sempre più deciso per la composizione coreografica, mentre il ballerino andava via via maturando, con straordinaria vena naturale, la fisionomia di danzatore, nel 'carattere' (con una netta propensione per quello spagnolo). I risultati di questa appassionata ricerca si fecero intravedere subito con Les Femmes de bonne humeur (musica di Scarlatti-Tommasini, 1917), Parade (musica di Satie, 1917), La Boutique fantasque (musica di Rossini-Respighi, 1919), Le Tricorne (musica di Falla, 1919), Pulcinella e Le Sacre du printemps (entrambi su musica di Stravinskij, 1920). Si staccava da Diaghilev per intraprendere una carriera isolata con le 'Soirées de Paris'. In questa piccola, particolare istituzione creava: Salade (musica di Milhaud), Mercure (musica Satie), Le Beau Danube (musica Strauss-Desormière). Tornava ai Balletti Russi di Diaghilev, ed erano gli anni di Zéphire et Flore (musica di Dukelsky, 1925), Les Matelots (musica di Auric, 1925) Le Pas d'acier (musica di Prokofiev, 1927), Ode (musica di Nabokov, 1928). Inoltre lavorò a Londra per la rivista Cochrane dal 1925 al '26. Partecipava come ballerino, anche con coreografie sue, alla tournée italiana del 1926-27 (al Teatro di Torino e alla Scala) dei Balletti Russi. Seguiva un'esperienza americana, a New York, al Roxy Theatre. Riprendeva nel 1930 il suo Sacre du printemps con Martha Graham. Per la compagnia di Ida Rubinstein dava le coreografie dei balletti David (musica di Sauguet) e Amphion (musica di Honegger).
Lavorava per il Ballet Russe de Monte-Carlo nel 1932 e negli anni a seguire, con alcune opere che furono subito giudicate come le sue più importanti, con tutti i numeri per resistere ai tempi, riprese poi da alcuni dei più prestigiosi complessi internazionali. È il caso di Jeux d'enfants (musica di Bizet, 1932), Choréartium (musica della Quarta Sinfonia di Brahms, 1933), Les Présages (musica della Quinta Sinfonia di Cajkovskij, 1934), Symphonie fantastique (musica di Berlioz, 1936). Nasceva un genere: la sinfonia coreografica, che restava legata al nome di Massine e che poteva poi contare uno sviluppo, in direzione molto più astratta di 'danza pura', con il balletto concertante di Balanchine. A quella tendenza appartenevano la Settima Sinfonia (musica di Beethoven, 1938), Rouge et noir (musica della Prima Sinfonia di Sostakovic, 1939), sino alla Sinfonia di Leningrado (musica di Sostakovic, 1945-46). Massine rinuncia al virtuosismo fine a se stesso. Le sue sinfonie coreografiche, che per la natura propriamente concertante potrebbero essere accomunate all'astrattismo compositivo, non rinunciano alla varietà dei temi e a un'illustrazione molto concreta, una danza definibile 'terra-terra' per la natura delle situazioni reali che vuole rappresentare. Egli ha adattato il suo stile a ogni soggetto trattato: mistero religioso (le Laudes Evangelii , musiche venete dei secoli XVI-XVII arrangiate da Virgilio Mortari, 'sacro teatro', 1954) l'operetta, il folclore (di preferenza spagnolo), l'opera (una versione danzata del Barbiere di Siviglia di Rossini, 1960), il balletto sinfonico (Aroldo in Italia, musica di Berlioz, Ballets Russes de Monte-Carlo 1951), la commedia dell'arte (La commedia umana, musica del XIV sec., 1960), la rievocazione d'altri tempi (Gaîté parisienne, musica di Offenbach, 1938). Tre film sono da ricordare: il famoso Scarpette rosse (1948), I racconti di Hoffmann (1951), Carosello napoletano (1953). L'invenzione è in lui sempre ricca, piena di fermenti circostanziali; e ciò vale sia per i suoi balletti sinfonici sia per quelli strettamente d'azione i quali, specie le commedie, hanno riscosso, proprio per la loro vivacità, i maggiori consensi. Rudolf Nureyevrudolf nureyev : ballerino Rudolf Nureyev, indimenticabile ballerino, è il personaggio che ha rivoluzionato il ruolo maschile nella danza. Nato il 17 marzo 1938 su un treno in una regione del lago di Baikal, durante un viaggio che la madre aveva intrapreso per raggiungere il marito a Vladivostock (che si era ivi trasferito per ragioni di lavoro), comincia a prendere lezioni di danza all'età di undici anni da un'anziana insegnante, la signora Udeltsova, che aveva fatto parte nientemeno dei leggendari "Ballets Russes" di Diaghilev (gli stessi che avevano collaborato con personalità artistiche del calibro di Stravinskij, Ravel, Matisse, ecc.). Nel 1955 entra a far parte della prestigiosa scuola di ballo del Teatro Kirov di Leningrado e tre anni dopo è ammesso in compagnia. Durante una tournée in Europa, come molti artisti suoi compatrioti, chiese asilo politico alla Francia, per sfuggire all'oppressivo regime sovietico, alle sue imposizioni e gerarchie.
Correva l'anno 1961 e nella storia quella è una data che vuol dire solo una cosa, guerra fredda. La contrapposizione, basata sul precario equilibrio nucleare, fra le due superpotenze allora vigenti, l'Unione Sovietica appunto e gli Stati Uniti d'America. In quel clima già rovente, quando gli anticomunisti non perdono occasione per denunciare le infami condizioni di vita instaurate nel paese del socialismo reale, si scatena un vero caso internazionale. Il suo nome finisce su tutti i giornali, non sempre per i nobili motivi legati alla danza, ma per quelli più terreni della politica e questo lo porta, volente o nolente, ad essere conosciuto da un più vasto pubblico, non necessariamente interessato all'arte e al ballo. Comincia così la sua carriera in Occidente con la compagnia del Marchese di Cuevas,con il Balletto Reale Danese di Erik Bruhn e poi con il Royal Ballet di Londra dove fra l'altro instaura un celebre sodalizio con Margot Fonteyn, con la quale forma la mitica coppia destinata ad incantare il pubblico di tutti i teatri del mondo. Nel corso della sua vita, Nureyev ha interpretato decine di ruoli, sia classici che moderni, sempre con enormi potenzialità tecniche e di immedesimazione. Ciò significa che, al pari dei cantanti lirici che per essere tali a tutti gli effetti non devono limitarsi a saper cantare, il ballerino era anche un grande attore, capace di coinvoleger il pubblico e trascinarlo nel vortice delle storie raccontate in musica dai grandi compositori. Infine, non bisogna dimenticare che crearono per lui tutti i massimi geni della coreografia, fra i quali vanno annoverati Ashton, Roland Petit, MacMillan, Bejart e Taylor. Malato da tempo di Aids, il grande ballerino si è spento presso un ospedale parigino il 6 gennaio 1993 dopo l'ultima tormentata relazione con il cantante rock Freddie Mercury.
M.BèjartÈ morto il grande coreografo Béjart![]() Nato a Marsiglia il 1 gennaio 1927, figlio del filosofo Gaston Berger, segue i corsi di danza parallelamente agli studi liceali e universitari. Affascinato da uno spettacolo di Serge Lifar, decide di consacrarsi completamente alla danza e fa il suo debutto artistico a 14 anni all'Opéra di Parigi, poi accanto a Roland Petit. Nel 1951, crea il suo primo balletto, "L'Inconnu", a Stoccolma, poi mette a punto "L'uccello di fuoco" sulla musica di Igor Stravinski. Nel 1955, crea "Symphonie pour un homme seul" con la sua compagnia, i Ballets de l'Étoile (musica di Pierre Henry e Pierre Schaeffer), che gli valse gli onori della stampa e del pubblico. Nel 1960, dopo essere stato notato da Maurice Huisman, allora direttore del Théâtre royal de la Monnaie, fonda a Bruxelles il Ballet du XXe siècle con il quale percorre il mondo intero iniziando alla danza un vasto pubblico di neofiti. Nel 1987, al termine di un conflitto aperto con il direttore del teatro della La Monnaie Gerard Mortier, in piena tournée a Leningrado , Béjart decide di non tornare più in Belgio. Poco tempo dopo, la Philip Morris International, con sede a Losanna, gli propone di stabilirsi in Svizzera. Béjart scioglie il Ballet du XXe siècle e fonda a Losanna una nuova compagnia, il Béjart Ballet Lausanne. Sia per il "Ballet du XXe siècle" che a Losanna, Béjart accoglie danzatori di alto livello di qualsiasi nazionalità. Desideroso di dare nuovo vigore alla danza maschile, esige dai suoi interpreti una perfetta padronanza della danza accademica e una grande capacità di adattamento alle correnti neoclassiche. Fedele ad un'idea di spettacolo globale, mescola l'universo musicale, lirico, teatrale e coreografico mettendo in evidenza le qualità individuali dei solisti, esigendo allo stesso tempo il massimo dai movimenti d'insieme. Le tematiche affrontate dal Béjart sono spesso universali ed egli non esita a mettere in scena i grandi problemi dell'attualità, come l'Aids o l'ecologia. Nel 1998 viene condannato per plagio: il suo spettacolo Le Presbytère contiene una scena copiata da La chute d'Icare del coreografo belga Frédéric Flamand. Nel 1999 gli viene consegnato il Prix de Kyoto. Diversi e profondi sono stati i rapporti tra Maurice Béjart e l'Italia, della quale diceva di amare i luoghi geografici ma ancor più quelli dell'anima, del mito e dell'arte. E volentieri accettava di portarci i suoi spettacoli, in particolare a Roma, nel bellissimo giardino di Villa Medici, sede dell'Accademia di Francia. November 15 ParigiPARIGI Centre de danse du Marais L’Atelier de Paris – Carolyn Carlson
New YorkNEW YORK Los AngelesLOS ANGELES Scuole nel Mondo-- LondraIn giro per le quattro capitali per capire dove e cosa occorre studiare LONDRA, NEW YORK, LOS ANGELES, PARIGI: IL ‘GOTHA’ DELLA DANZA È TUTTO QUI. CHI SI SPECIALIZZA IN GRANDI SCUOLE HA UNA MARCIA IN PIÙ PER LA PROPRIA CARRIERA DI BALLERINO, COREOGRAFO O INSEGNANTE. MA, SOPRATTUTTO, HA LA POSSIBILITÀ DI SCOPRIRE UNA RAGIONE IN PIÙ PER AMARE LA DANZA. Una formazione cosmopolita è sempre più necessaria per chi davvero aspira a fare della danza LONDRA November 14 Alessandra FerriNasce a Milano, dove inizia a studiare alla Scuola di Ballo del Teatro alla Scala. All’età di 15 anni, grazie ad una borsa di studio del "British Council", per la prima volta assegnata ad una ballerina, si trasferisce a Londra, per continuare la propria formazione alla Royal Ballet School. Nel 1980 entra a far parte della compagnia del Royal Ballet dopo aver vinto il prestigioso "Prix de Lausanne", concorso internazionale per studenti di danza. Il 1983 è l'anno della sua affermazione: a soli 19 anni viene promossa Principal Dancer. Sir Kenneth MacMillan la sceglie come protagonista dei suoi lavori, Romeo e Giulietta, L'histoire de Manon, Mayerling, e crea per lei A Different Drummer, Valley of Shadows. Riceve il "Sir Lawrence Olivier Award", il più importante premio in Gran Bretagna, e viene nominata Ballerina dell'anno dalla rivista Dance and Dancers e dal New York Times. Nel 1985, su invito di Mikhail Baryshnikov, si trasferisce all'American Ballet Theatre di New York e con questa compagnia va in tournée in tutto il mondo.
Dal 1990 in poi la sua attività principale diviene quella di artista ospite internazionale. Balla come étoile ospite nelle compagnie o nei Teatri d'Opera di Londra, New York, Toronto, Marsiglia, Buenos Aires, Sydney, Berlino, Amsterdam, Parigi, Mosca, Tokyo, Nagoya, Osaka, Atene, Cuba, Nancy, Losanna, Seoul, Monaco, Milano, Firenze, Roma, Napoli, Palermo. Nel 1992 è invitata a ballare Carmen, di Roland Petit. come étoile ospite dall'esclusiva compagnia dell'Opera di Parigi, diventando così la prima italiana e una delle pochissime star internazionali di questo secolo ad aver avuto questo riconoscimento. Roland Petit, le affida altri balletti tra cui Coppelia, Le jeune homme e la mort, Le diable amoreux, La chambre. Interpreta un film televisivo di danza, La luna incantata, di Vittorio Nevano e Paola Calvetti, che vince il primo premio al Festival di Cannes nella categoria "Opere musicali e immagini". Nel 1993 è protagonista a Parigi de L'Ombre, balletto romantico del diciannovesimo secolo ed è quindi per la prima volta La bisbetica domata. Nel 1994 è Tatiana in Onegin di John Cranko, quest'ultimo ruolo verrà poi riproposto a Buenos Aires, all'Opera di Roma e al San Carlo di Napoli. Nel mese di maggio del 1995 balla Giulietta in una serata che le viene dedicata al Metropolitan Opera House per i suoi dieci anni a New York. Nel frattempo si sviluppa uno stretto legame con il Teatro alla Scala con il quale balla La Bayadere, Manon, Onegin, Giulietta e Romeo, La Bella Addormentata e Il bacio della fata. Alessandra Ferri è legata fino al 2000 al Teatro alla Scala, dove è prima ballerina assoluta della compagnia di balletto. È stata nominata più volte ballerina dell'anno nelle più importanti nazioni.
October 31 Michail BaryshnikovNato nel 1948 a Riga, in Lettonia, da genitori russi, inizia a studiare danza giovanissimo. Dopo pochi anni viene ammesso alla Vaganova School di Leningrado dove si forma sotto la direzione del famoso Alexander Puskin. Entrato come solista nel Kirov Ballet, vi rimane dal 1968 al 1974, anno in cui lascia la Russia comunista. Fino al 1979 danza in quasi tutto il mondo, con compagnie classiche e contemporanee, stabilendosi infine a New York, prima come danzatore principale al New York City Ballet, quindi in veste di direttore artistico dell’American Ballet Theatre, dal 1980 al 1989. Nel 1990, insieme a Mark Morris, fonda il White Oak Dance Project, progetto grazie al quale forma un’intera nuova generazione di ballerini e con il quale compie diverse tournées in America e in Europa, diventando uno dei punti di riferimento della modern dance statunitense. Con un nome preso dalla White Oak Plantation, una area selvaggia di 7.500 acri al confine fra Georgia e Florida che le fa da sede, la compagnia ha commissionato, nel corso della sua esistenza, più di 40 lavori a maestri ed artisti emergenti quali David Gordon, John Jasperse, Lar Lubovitch, Tere O'Connor, Kevin O'Day, Lucinda Childs, Dana Reitz, Jerome Robbins, Joachim Schlömer, Paul Taylor, e Twyla Tharp, acquistandone molti altri da coreografi del calibro di Trisha Brown, Martha Clarke, Merce Cunningham, Jane Dudley, Martha Graham, Hanya Holm, José Limón e Meredith Monk. Al di là del suo instancabile lavoro di animatore culturale del mondo della danza, Baryshnikov rimane nell’immaginario collettivo come uno dei più grandi ballerini viventi, protagonista di più di cento allestimenti in ruoli classici e moderni - tra quest’ultimi, Push Comes to Shove di Twyla Tharp e Apollo di George Balanchine. Accanto a queste sue memorabili interpretazioni, va ricordata inoltre la sua lunga carriera di attore cinematografico, che lo ha visto recitare in film quali Due vite, una svolta (1977), di Herbert Ross, o Il sole a mezzanotte (1985), di Taylor Hackford.
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