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DANZA

Evitate,cari amici,che il fuoco dell'arte si estingua,tenete alta la torcia.(M.wigman)
June 13

Saggio Sant Anna Arresi

SAGGIO DI DANZA CLASSICA E MODERNA
 
SABATO 14 GIUGNO
 
ORE 19,30
 
PRESSO ASSOCIAZIONE CULTURALE SANT'ANNA ARRESI
VIA IS FARCIS,10.
April 20

DANZA IN FIERA FIRENZE 2008

 
 
 
 
 
March 19

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February 13

Abbigliamento Sportivo

 
 
"ONDE"
 
SANT'ANTIOCO 09017 (CA)
Piazza Umberto 
 
 
 

S.Guillem

 
January 23

Firenze Febbraio 2007

Fiera della Danza
 
 
 
 
December 12

Buon Natale

geddes178Regalo Buone Feste e Buon Natale Regalogeddes178
a tutti i ballerini
del mondo...
Che possiate sempre danzare
sentendovi umilmente liberi...
 
 
geddes15
 

Maurice Bèjart

maurice béjart : coreografo (1927-2007)

Maurice Béjart nasce a Marsiglia il 1° gennaio 1927. Ballerino, poi coreografo, debutta a Parigi. Nel 1960 crea a Bruxelles il Ballet du XXe siécle. Un quarto di secolo più tardi, sposta la sua compagnia a Losanna (Béjart Ballet Lausanne). Le sue radici le pianta qui dove lavora.

 

Béjart acquisisce l'essenziale della sua formazione di ballerino da Madame Egorova, Madame Rousanne e Léo Staats. Questo bagaglio classico, lo porta in scena la prima volta a Vichy (1946),  poi accanto a Janine Charrat, Roland Petit e soprattutto, a Londra, all'interno dell' International Ballet. Una tournée in Svezia con il Ballet Cullberg (1949) gli permette di riscoprire le risorse dell'espressionismo coreografico. E un contratto per un film svedese lo confronta per la prima volta con Stravinski.

 

Su dei pezzi di Chopin, di ritorno a Parigi, Maurice Béjart fa esperienza sotto l'egida del critico Jean Laurent. Il ballerino allora si raddoppia e diventa coreografo. Nel 1955, con i Ballets de l'Etoile, esce dai sentieri battuti con Symphonie pour un homme seul (musica P. Henry e P. Schaeffer). Domando il proprio linguaggio, riesce ad imporsi sul filo di una serie di creazioni: Haut Voltage, Prométhée, Sonate à trois (da Huis clos de J.-P. Sartre).

Notato da Maurice Huisman, il nuovo direttore del Théâtre Royal de la Monnaie, dirige una trionfale Sagra della Primavera (1959). Ed è la fondazione del Ballet du XXe siècle (1960), una compagnia internazionale in testa alla quale Béjart percorre il mondo intero. Alla Sagra aggiunge il Bolero (1961), Messa per il tempo presente (1967) e L'uccello di fuoco (1970). Un gusto marcato per il cosmopolitismo culturale porta questo figlio del filosofo Gaston Berger ad attaccarsi all'espressione di diverse civiltà (Bhakti, Golestan, Kabuki, Dibouk, Pyramide) come all'illustrazione di un ricco repertorio musicale (da Boulez a Wagner).

 

La sua fibra pedagogica lo spinge a creare la scuola Mudra, a Bruxelles (1970), poi a Dakar (1977), e l'école-atelier Rudra a Losanna (1992). Il passaggio dal Ballet du XXe siècle al Béjart Ballet Lausanne (1987) avviene senza discontinuità. Nel 1992, Béjart decide di ridurre la sua compagnia ad una trentina di ballerini per "ritrovare l'essenza dell'interprete". Tra i numerosi balletti creati per questa compagnia, citiamo Ring um den Ring, Le Mandarin merveilleux, King Lear-Prospero, A' propos de Shéhérazade, Le Presbytère…!, Mutationx, La Route de la soie, Le Manteau, Enfant-roi, La Lumière des eaux, Lumière.

Regista di teatro (La Reine verte, Casta Diva, Cinq No modernes, A-6-Roc), di opere (Salomé, La Traviata e Don Giovanni), realizzatore di films (Bhakti, Paradoxe sur le comédien…), Maurice Béjart ha ugualmente pubblicato diversi libri (romanzi, ricordi, diari, pezzi di teatro). L'Imperatore Hirohito lo ha nominato all'Ordine del Sol Levante (1986) e il Re Baldovino lo ha nominato Grand Officier dell'Ordine della Corona (1988). La Japan Art Association gli ha riconosciuto il prestigioso Premio Imperiale (1993) e la Inamori Foundation il Premio Kyoto (1999). Nel 1994, Maurice Béjart è elettro membro libero dell'Accademia delle Belle Arti dell' Istituto di Francia.

Muore a Losanna il 22 gennaio 2007, dopo una lunga malattia, mentre stava preparando il suo ultimo spettacolo, Il giro del mondo in ottanta mintuti.

Martha Graham

martha graham : coroegrafo
(1894 - 1991)

Nata ad Allegheny City, in Pennsylvania, nel 1894, Martha si trasferisce presto in California, dove inizia a formarsi come danzatrice alla Denishawn School di Los Angeles, diretta da Ruth St. Denis. Il suo debutto avviene nel 1919 con Xochtil, un assolo creato per lei da Ted Shawn e ispirato alla cultura azteca: sarà l’inizio di una carriera di interprete destinata a durare oltre cinquant’anni, con il ritiro ufficiale dalle scene avvenuto solo nel 1969. Dopo quattro anni passati nelle file dei Denishawn Dancers e un breve periodo al Greenwich Village Follies, la Graham inizia la sua personale ricerca coreografica, incentrata sulle possibili relazioni tra gesto e motivazione psicologica: una serie di assoli, culminanti in Lamentation (1930, su musica di Zoltán Kodály) seguono questa strada, mettendo inoltre in evidenza le influenze della sua prima formazione e le suggestioni dei danzatori tedeschi Harald Kreutzberg e Mary Wigman, ammirati durante le loro prime esibizioni americane.

 

La portata innovativa delle opere della Graham determina la nascita di un vero e proprio vocabolario coreografico, la cosiddetta "tecnica Graham", che a partire dal 1927 viene insegnata presso Graham School of Contemporary Dance, ma che si trasforma nel tempo in un metodo rivoluzionario appreso in tutto il mondo. La base del metodo è costituita dalla libertà dalle cinque posizioni e dai passi stabiliti del balletto classico, dalle sue scarpette a punta e dai tutù: su questo presupposto si innesta un approccio gestuale fatto di principi semplici e dinamici ("contraction and release", "fall and recovery"), attraverso cui si delinea una danza costruita sull’equilibrio di forze libere ma complementari, in cui sono inoltre banditi musiche e scene ottocentesche per far largo alla modernità.

 

Le novità introdotte dalla Graham hanno inevitabilmente anche una necessità "politica" e vanno legate all’impegno sociale che la coreografa ha sempre dimostrato di voler perseguire nella sua carriera: basti pensare al femminismo in Heretic (1929, sua prima coreografia di gruppo), Letter to the World (1940, ispirato alla vita della poetessa Emily Dickinson) e Deaths and Entrances (1943), oppure al nazionalismo di Frontier (1935) e Appalachian Spring (1944, su musica di Aaron Copland), fino all’antimilitarismo di Chronicle (1936).

 

Negli anni quaranta la Martha Graham Dance Company era comunque già una realtà molto lontana dall’iniziale formazione del Dance Group, avendo accolto interpreti maschili e dimostrandosi una delle prime compagnie americane ad ospitare danzatori di colore, oltre a grandissimi artisti come Erik Hawkins (che Martha sposa nel 1948, anno del capolavoro Diversion of Angels) e Merce Cunningham, straordinario interprete di Every Soul is a Circus. Con Dark Meadow, Cave of the Heart, Errand into the Maze e Night Journey, creati tra il 1946 e il 1947, ha ufficialmente inizio il terzo periodo creativo della Graham, quello psicoanalitico, malgrado già con il duetto Herodiade (1944), su musica di Paul Hindemith, l'artista si era inoltrata in un viaggio nei meandri della psiche e dell'inconscio. Su questa stessa strada, e sulle suggestioni ricavate da Freud e Jung, la coreografa americana riscopre quindi il mondo della mitologia classica e degli archetipi tragici e biblici, dando a vita a opere come Clytemnestra (1958), Alcestis (1960), Phaedra (1961), Circe (1963), Judith (1980) e Phaedra's Dream (1983), su musica di George Crumb.

 

Artista prolifica e indomita, a partire dagli cinquanta Martha Graham viene riconosciuta come esponente di spicco della cultura americana e inizia con la sua compagnia una serie di tournées internazionali che la consacrano come una delle maggiori intelligenze coreografiche del novecento: tra le sue opere più recenti, ricordiamo Mendicants of Evening (1973), Myth of Voyage (1973), Lucifer (1975, i cui ruoli principali sono interpretati da Margot Fonteyn e Rudolf Nureyev), Acts of Light (1981), The Rite of Spring (1984) e il suo testamento, Maple Leaf Rag (1990), su musica di Scott Joplin.

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L’anno successivo, in cui peraltro viene data alle stampe la sua autobiografia, Blood Memory, Martha Graham si spegne a New York quasi centenaria, lasciando a perpetrare la sua memoria non solo la compagnia che porta il suo nome, ma le scuole di ballo di tutto il mondo che ancora insegnano il "metodo".


© Sipario 2007

Roland Petit

roland petit : coreografo

Il Danzatore e coreografo francese Roland Petit nasce a Villemomble nel 1924. Entrato a otto anni nella scuola di ballo dell'Opéra de Paris, già all’età di quindici anni viene ammesso nel Corpo di ballo ed a sedici ne diventa solista. Accanto a Janine Charrat inizia presto il suo apprendistato di coreografo e nel 1945 crea il suo primo lavoro coreografico Les Forains. In quel periodo e sino al 1947 dirige Les Ballets des Champs Elysées per i quali crea Le Jeune Homme e la Mort (1946) Successivamente, dal 1948, è a capo dei Ballets de Paris. E’ il periodo della creazione di  Carmen (1949), il cui ruolo di protagonista affida a Zizi Jeanmaire, colei che nel 1954 diventerà sua moglie.
Le sue produzioni girano il mondo ed egli si impone come uno dei coreografi contemporanei tra i più innovatori e fecondi. Nel frattempo, trascorre anche un periodo molto proficuo ad Hollywood che lo porta a creare, nei primi anni del ’50, le coreografie di alcuni film di successo (La scarpetta di vetro, Papà Gambalunga, Il favoloso Andersen). 
Nelle sue tantissime creazioni, anche nel caso di rivisitazione di balletti storici e di interpretazione di noti testi letterari, emerge il suo stile personalissimo di artista dalla personalità forte e magnetica, capace di fondere mirabilmente nei suoi lavori sesso, sentimento, eleganza e gran senso del teatro. Tra le sue produzioni più note sono da annoverare: Les demoiselles de la nuit 1948; Le Loup 1953; Cyrano de Bergerac 1959; Notre Dame de Paris 1965; Paradis Lost 1967 e, nel periodo della sua direzione del Ballet National de Marseille dal 1972 al 1998,  La rose malade 1973; L’Arlesienne 1974; Coppelia 1975; La Chauve souris 1979; L’Ange bleu 1985; Le chat botté 1985; Ma Pavlova 1986; Le Diable amoureux 1989; La bella addormentata 1990; Le Guépard 1994; Chéri 1996, Le Lac des cygnes et ses maléfices 1998 sino al più recente Clavigo 1999.

Celebri artisti hanno collaborato alla realizzazione dei suoi lavori: Yves Saint-Laurent e Christian Dior per i costumi; Pablo Picasso, Max Ernst e Niki de Saint Phalle per le scene; Georges Simenon, Jacques Prévert, Jean Anouilh per i libretti; Marcel Landowski, Gabriel Yared, Maurice Jarre; Henri Dutilleux per la musica.

© Sipario 2007

George Balanchine

Nato a San Pietroburgo nel 1904, George Balanchine incontra Igor Stravinskij durante le rappresentazioni dei Balletti Russi, in cui è stato appena ingaggiato per una tournée europea dallo stesso Diaghilev: ne nasce una collaborazione leggendaria.
Ventenne, si è formato alla Scuola di Danza del teatro Mariinskij, da dove quindici anni prima erano usciti mostri sacri come Fokine e Nijinskij: coreografo, ma anche musicista e compositore, Georgij Melitonovic Balancivadze riesce presto a fare carriera, diventando nel 1925 direttore della compagnia di balletto di Bronislava Nijinska, compagnia che risiederà poi all’Opéra di Montecarlo. Appartengono a questo periodo le prime coreografie di una certa risonanza, molte delle quali affidategli da Diaghilev: L’Enfant et les Sortilèges di Colette e Maurice Ravel, Le Chant du Rossignol (in collaborazione con Stravinskij), Jack in the Box (musica di Erik Satie), La Chatte, con Olga Spessivtseva e Serge Lifar, Apollon Musagète, al Teatro Sarah Bernhardt. Soprattutto con quest’ultimo lavoro, Balanchine definisce il suo stile antinarrativo, grazie al quale il balletto diventa visualizzazione della musica, una geometria sottile arricchita da un forte virtuosismo creativo, capace di valorizzare al massimo la partitura

Con la morte di Diaghilev nel 1929 e lo scioglimento della compagnia, Balanchine viene invitato da Jacques Rouché, amministratore dell’Opéra, a mettere in scena Les Créatures de Prométhée al Palais Garnier, ma si ammala ed è costretto a rinunciare all’impegno: tornerà sulla scena per il Ballet Royal danese (1930), proseguendo un’intensa attività a Londra, Montecarlo e infine nella Parigi stessa, con Ballets 1933 al Théâtre des Champs-Elysées. Proprio qui avviene l’incontro decisivo con Lincoln Kirstein, che lo porta con sé a New York, dove nel 1934 fondano la School of American Ballet. Nel 1937 viene realizzato il primo Festival Stravinskij e iniziano le collaborazioni con la Metropolitan Opera di New York: la compagnia di Balanchine, con il crescente successo e la maggiore attenzione istituzionale, cambierà nome in Ballet Caravan, American Ballet Caravan, Ballet Society, fino ad assumere, nel 1948, quello celeberrimo di New York City Ballet. Nel 1964 la città gli offre l'utilizzo dell'ambitissimo New York State Theatre, presso il Lincoln Center, confermando la centralità della figura di Balanchine negli sviluppi della danza classica del novecento. Tra le coreografie firmate negli Usa ricordiamo Balletto imperiale (1941) su musica di Ciajkovskij, Theme and Variations (1947), The Four Temperaments (musica di Hindemith, 1946), Symphony in C (1947), su musica di Bizet, l’ancora rappresentatissimo Schiaccianoci (1954), Liebeslieder Walzer (musica di Brahms, 1960), Jewels (Fauré, Stravinskij e Ciajkovskij), nonché alcuni lavori che testimoniano il desiderio di allargare la propria ricerca ad un pubblico più vasto, come Stars and Stripes (1958), Square Dance (1957), Who Cares? (1970), su musica di Gershwin. A questa produzione si affiancano nel tempo le creazioni nate dalla stretta collaborazione con Stravinskij, circa trenta lavori, che vanno da una mitica versione de Le sacre du Printemps di cui si sono smarrite le tracce alla trilogia “greca” (Apollo, Orfeo, Agon), fino a divertite sperimentazioni come la Circus Polka, una danza per elefanti rappresentata per anni con successo da un circo americano.
Scomparso a New York nel 1983, Balanchine è stato punto di riferimento imprescindibile per tutta la danza classica del novecento, malgrado o proprio in forza del suo essere passato indenne attraverso ogni avanguardia, mantenendo sempre la lucidità, la coerenza e la limpida forza creativa del suo stile.


Lèonide Massine

léonide massine : coreografo (1895-1979)
(1918-2007)

Léonide Massine era americano, di origine russa. Padre della danzatrice Tatjana e del ballerino e coreografo Lorca, Leonid ha studiato alla scuola del Bolshoi di Mosca, dove si è diplomato e ha anche preso parte ad alcune rappresentazioni. Debutta nel 1914 all'Opéra di Parigi nel balletto La leggenda di Giuseppe (musica di R. Strauss), protagonista, con la coreografia di Michail Fokine, per i Balletti Russi di Diaghilev. L'anno dopo, sempre con Diaghilev, dava alla scena la sua prima coreografia: Soleil de nuit (musica di Rimskij-Korsakov). Aveva occasione di studiare con Enrico Cecchetti ma in lui, e anche in Diaghilev, premeva l'avviamento sempre più deciso per la composizione coreografica, mentre il ballerino andava via via maturando, con straordinaria vena naturale, la fisionomia di danzatore, nel 'carattere' (con una netta propensione per quello spagnolo). I risultati di questa appassionata ricerca si fecero intravedere subito con Les Femmes de bonne humeur (musica di Scarlatti-Tommasini, 1917), Parade (musica di Satie, 1917), La Boutique fantasque (musica di Rossini-Respighi, 1919), Le Tricorne (musica di Falla, 1919), Pulcinella e Le Sacre du printemps (entrambi su musica di Stravinskij, 1920). Si staccava da Diaghilev per intraprendere una carriera isolata con le 'Soirées de Paris'. In questa piccola, particolare istituzione creava: Salade (musica di Milhaud), Mercure (musica Satie), Le Beau Danube (musica Strauss-Desormière). Tornava ai Balletti Russi di Diaghilev, ed erano gli anni di Zéphire et Flore (musica di Dukelsky, 1925), Les Matelots (musica di Auric, 1925) Le Pas d'acier (musica di Prokofiev, 1927), Ode (musica di Nabokov, 1928). Inoltre lavorò a Londra per la rivista Cochrane dal 1925 al '26. Partecipava come ballerino, anche con coreografie sue, alla tournée italiana del 1926-27 (al Teatro di Torino e alla Scala) dei Balletti Russi. Seguiva un'esperienza americana, a New York, al Roxy Theatre. Riprendeva nel 1930 il suo Sacre du printemps con Martha Graham. Per la compagnia di Ida Rubinstein dava le coreografie dei balletti David (musica di Sauguet) e Amphion (musica di Honegger).

 

Lavorava per il Ballet Russe de Monte-Carlo nel 1932 e negli anni a seguire, con alcune opere che furono subito giudicate come le sue più importanti, con tutti i numeri per resistere ai tempi, riprese poi da alcuni dei più prestigiosi complessi internazionali. È il caso di Jeux d'enfants (musica di Bizet, 1932), Choréartium (musica della Quarta Sinfonia di Brahms, 1933), Les Présages (musica della Quinta Sinfonia di Cajkovskij, 1934), Symphonie fantastique (musica di Berlioz, 1936). Nasceva un genere: la sinfonia coreografica, che restava legata al nome di Massine e che poteva poi contare uno sviluppo, in direzione molto più astratta di 'danza pura', con il balletto concertante di Balanchine. A quella tendenza appartenevano la Settima Sinfonia (musica di Beethoven, 1938), Rouge et noir (musica della Prima Sinfonia di Sostakovic, 1939), sino alla Sinfonia di Leningrado (musica di Sostakovic, 1945-46). Massine rinuncia al virtuosismo fine a se stesso. Le sue sinfonie coreografiche, che per la natura propriamente concertante potrebbero essere accomunate all'astrattismo compositivo, non rinunciano alla varietà dei temi e a un'illustrazione molto concreta, una danza definibile 'terra-terra' per la natura delle situazioni reali che vuole rappresentare. Egli ha adattato il suo stile a ogni soggetto trattato: mistero religioso (le Laudes Evangelii , musiche venete dei secoli XVI-XVII arrangiate da Virgilio Mortari, 'sacro teatro', 1954) l'operetta, il folclore (di preferenza spagnolo), l'opera (una versione danzata del Barbiere di Siviglia di Rossini, 1960), il balletto sinfonico (Aroldo in Italia, musica di Berlioz, Ballets Russes de Monte-Carlo 1951), la commedia dell'arte (La commedia umana, musica del XIV sec., 1960), la rievocazione d'altri tempi (Gaîté parisienne, musica di Offenbach, 1938). Tre film sono da ricordare: il famoso Scarpette rosse (1948), I racconti di Hoffmann (1951), Carosello napoletano (1953). L'invenzione è in lui sempre ricca, piena di fermenti circostanziali; e ciò vale sia per i suoi balletti sinfonici sia per quelli strettamente d'azione i quali, specie le commedie, hanno riscosso, proprio per la loro vivacità, i maggiori consensi.


December 04

15 MARZO 2008

15 MARZO CANELLI (ASTI)
 
TEATRO :"Balbo"
Spettacolo:"SatieTout"
 
ONIRICO ENSAMBLE 018  annullato
 
November 28

ABBIGLIAMENTO DANZA

"ONDE"
 
SANT'ANTIOCO 09017 (CA)
Piazza Umberto 
 
Catalogo danza 2007: