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DANZA

Evitate,cari amici,che il fuoco dell'arte si estingua,tenete alta la torcia.(M.wigman)
E i suoi piedi di raso ricamano ,come l'ago ,dei disegni di piacere...-Edgar Degas- O terra ,su lui che fu sì leggero su te,sii tu leggera. --Epitaffio per un Danzatore-- Ciò che non può essere detto può essere cantato e ciò che non può essere cantato può essere danzato. ---Proverbio francese--- Conta per perduto il giorno senza danza. ---F.Nietzsche--- Vi è più ragione nel tuo corpo che nella ua migliore saggezza. ----F.Nietzsche---- Le neuf muses,et au milieu Terpsichore!... ---Paul Claudel--- Danzare è prendere parte al controllo cosmico del mondo. ---Havelock Ellis--- La storia della danza è la storia sociale del mondo. ---Martha Graham--- Le danseur est un orateur qui parle un langage muet. ---Igor Stravinsky--- Il vero lavoro dell'artista è di riattare vecchie navi.Egli può dire di nuovo,a suo modo,solo ciò che è già stato detto. ---Igor Stravinsky---
September 23

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March 19

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February 13

Abbigliamento Sportivo

 
 
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December 12

Maurice Bèjart

maurice béjart : coreografo (1927-2007)

Maurice Béjart nasce a Marsiglia il 1° gennaio 1927. Ballerino, poi coreografo, debutta a Parigi. Nel 1960 crea a Bruxelles il Ballet du XXe siécle. Un quarto di secolo più tardi, sposta la sua compagnia a Losanna (Béjart Ballet Lausanne). Le sue radici le pianta qui dove lavora.

 

Béjart acquisisce l'essenziale della sua formazione di ballerino da Madame Egorova, Madame Rousanne e Léo Staats. Questo bagaglio classico, lo porta in scena la prima volta a Vichy (1946),  poi accanto a Janine Charrat, Roland Petit e soprattutto, a Londra, all'interno dell' International Ballet. Una tournée in Svezia con il Ballet Cullberg (1949) gli permette di riscoprire le risorse dell'espressionismo coreografico. E un contratto per un film svedese lo confronta per la prima volta con Stravinski.

 

Su dei pezzi di Chopin, di ritorno a Parigi, Maurice Béjart fa esperienza sotto l'egida del critico Jean Laurent. Il ballerino allora si raddoppia e diventa coreografo. Nel 1955, con i Ballets de l'Etoile, esce dai sentieri battuti con Symphonie pour un homme seul (musica P. Henry e P. Schaeffer). Domando il proprio linguaggio, riesce ad imporsi sul filo di una serie di creazioni: Haut Voltage, Prométhée, Sonate à trois (da Huis clos de J.-P. Sartre).

Notato da Maurice Huisman, il nuovo direttore del Théâtre Royal de la Monnaie, dirige una trionfale Sagra della Primavera (1959). Ed è la fondazione del Ballet du XXe siècle (1960), una compagnia internazionale in testa alla quale Béjart percorre il mondo intero. Alla Sagra aggiunge il Bolero (1961), Messa per il tempo presente (1967) e L'uccello di fuoco (1970). Un gusto marcato per il cosmopolitismo culturale porta questo figlio del filosofo Gaston Berger ad attaccarsi all'espressione di diverse civiltà (Bhakti, Golestan, Kabuki, Dibouk, Pyramide) come all'illustrazione di un ricco repertorio musicale (da Boulez a Wagner).

 

La sua fibra pedagogica lo spinge a creare la scuola Mudra, a Bruxelles (1970), poi a Dakar (1977), e l'école-atelier Rudra a Losanna (1992). Il passaggio dal Ballet du XXe siècle al Béjart Ballet Lausanne (1987) avviene senza discontinuità. Nel 1992, Béjart decide di ridurre la sua compagnia ad una trentina di ballerini per "ritrovare l'essenza dell'interprete". Tra i numerosi balletti creati per questa compagnia, citiamo Ring um den Ring, Le Mandarin merveilleux, King Lear-Prospero, A' propos de Shéhérazade, Le Presbytère…!, Mutationx, La Route de la soie, Le Manteau, Enfant-roi, La Lumière des eaux, Lumière.

Regista di teatro (La Reine verte, Casta Diva, Cinq No modernes, A-6-Roc), di opere (Salomé, La Traviata e Don Giovanni), realizzatore di films (Bhakti, Paradoxe sur le comédien…), Maurice Béjart ha ugualmente pubblicato diversi libri (romanzi, ricordi, diari, pezzi di teatro). L'Imperatore Hirohito lo ha nominato all'Ordine del Sol Levante (1986) e il Re Baldovino lo ha nominato Grand Officier dell'Ordine della Corona (1988). La Japan Art Association gli ha riconosciuto il prestigioso Premio Imperiale (1993) e la Inamori Foundation il Premio Kyoto (1999). Nel 1994, Maurice Béjart è elettro membro libero dell'Accademia delle Belle Arti dell' Istituto di Francia.

Muore a Losanna il 22 gennaio 2007, dopo una lunga malattia, mentre stava preparando il suo ultimo spettacolo, Il giro del mondo in ottanta mintuti.

Martha Graham

martha graham : coroegrafo
(1894 - 1991)

Nata ad Allegheny City, in Pennsylvania, nel 1894, Martha si trasferisce presto in California, dove inizia a formarsi come danzatrice alla Denishawn School di Los Angeles, diretta da Ruth St. Denis. Il suo debutto avviene nel 1919 con Xochtil, un assolo creato per lei da Ted Shawn e ispirato alla cultura azteca: sarà l’inizio di una carriera di interprete destinata a durare oltre cinquant’anni, con il ritiro ufficiale dalle scene avvenuto solo nel 1969. Dopo quattro anni passati nelle file dei Denishawn Dancers e un breve periodo al Greenwich Village Follies, la Graham inizia la sua personale ricerca coreografica, incentrata sulle possibili relazioni tra gesto e motivazione psicologica: una serie di assoli, culminanti in Lamentation (1930, su musica di Zoltán Kodály) seguono questa strada, mettendo inoltre in evidenza le influenze della sua prima formazione e le suggestioni dei danzatori tedeschi Harald Kreutzberg e Mary Wigman, ammirati durante le loro prime esibizioni americane.

 

La portata innovativa delle opere della Graham determina la nascita di un vero e proprio vocabolario coreografico, la cosiddetta "tecnica Graham", che a partire dal 1927 viene insegnata presso Graham School of Contemporary Dance, ma che si trasforma nel tempo in un metodo rivoluzionario appreso in tutto il mondo. La base del metodo è costituita dalla libertà dalle cinque posizioni e dai passi stabiliti del balletto classico, dalle sue scarpette a punta e dai tutù: su questo presupposto si innesta un approccio gestuale fatto di principi semplici e dinamici ("contraction and release", "fall and recovery"), attraverso cui si delinea una danza costruita sull’equilibrio di forze libere ma complementari, in cui sono inoltre banditi musiche e scene ottocentesche per far largo alla modernità.

 

Le novità introdotte dalla Graham hanno inevitabilmente anche una necessità "politica" e vanno legate all’impegno sociale che la coreografa ha sempre dimostrato di voler perseguire nella sua carriera: basti pensare al femminismo in Heretic (1929, sua prima coreografia di gruppo), Letter to the World (1940, ispirato alla vita della poetessa Emily Dickinson) e Deaths and Entrances (1943), oppure al nazionalismo di Frontier (1935) e Appalachian Spring (1944, su musica di Aaron Copland), fino all’antimilitarismo di Chronicle (1936).

 

Negli anni quaranta la Martha Graham Dance Company era comunque già una realtà molto lontana dall’iniziale formazione del Dance Group, avendo accolto interpreti maschili e dimostrandosi una delle prime compagnie americane ad ospitare danzatori di colore, oltre a grandissimi artisti come Erik Hawkins (che Martha sposa nel 1948, anno del capolavoro Diversion of Angels) e Merce Cunningham, straordinario interprete di Every Soul is a Circus. Con Dark Meadow, Cave of the Heart, Errand into the Maze e Night Journey, creati tra il 1946 e il 1947, ha ufficialmente inizio il terzo periodo creativo della Graham, quello psicoanalitico, malgrado già con il duetto Herodiade (1944), su musica di Paul Hindemith, l'artista si era inoltrata in un viaggio nei meandri della psiche e dell'inconscio. Su questa stessa strada, e sulle suggestioni ricavate da Freud e Jung, la coreografa americana riscopre quindi il mondo della mitologia classica e degli archetipi tragici e biblici, dando a vita a opere come Clytemnestra (1958), Alcestis (1960), Phaedra (1961), Circe (1963), Judith (1980) e Phaedra's Dream (1983), su musica di George Crumb.

 

Artista prolifica e indomita, a partire dagli cinquanta Martha Graham viene riconosciuta come esponente di spicco della cultura americana e inizia con la sua compagnia una serie di tournées internazionali che la consacrano come una delle maggiori intelligenze coreografiche del novecento: tra le sue opere più recenti, ricordiamo Mendicants of Evening (1973), Myth of Voyage (1973), Lucifer (1975, i cui ruoli principali sono interpretati da Margot Fonteyn e Rudolf Nureyev), Acts of Light (1981), The Rite of Spring (1984) e il suo testamento, Maple Leaf Rag (1990), su musica di Scott Joplin.

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L’anno successivo, in cui peraltro viene data alle stampe la sua autobiografia, Blood Memory, Martha Graham si spegne a New York quasi centenaria, lasciando a perpetrare la sua memoria non solo la compagnia che porta il suo nome, ma le scuole di ballo di tutto il mondo che ancora insegnano il "metodo".


© Sipario 2007

Roland Petit

roland petit : coreografo

Il Danzatore e coreografo francese Roland Petit nasce a Villemomble nel 1924. Entrato a otto anni nella scuola di ballo dell'Opéra de Paris, già all’età di quindici anni viene ammesso nel Corpo di ballo ed a sedici ne diventa solista. Accanto a Janine Charrat inizia presto il suo apprendistato di coreografo e nel 1945 crea il suo primo lavoro coreografico Les Forains. In quel periodo e sino al 1947 dirige Les Ballets des Champs Elysées per i quali crea Le Jeune Homme e la Mort (1946) Successivamente, dal 1948, è a capo dei Ballets de Paris. E’ il periodo della creazione di  Carmen (1949), il cui ruolo di protagonista affida a Zizi Jeanmaire, colei che nel 1954 diventerà sua moglie.
Le sue produzioni girano il mondo ed egli si impone come uno dei coreografi contemporanei tra i più innovatori e fecondi. Nel frattempo, trascorre anche un periodo molto proficuo ad Hollywood che lo porta a creare, nei primi anni del ’50, le coreografie di alcuni film di successo (La scarpetta di vetro, Papà Gambalunga, Il favoloso Andersen). 
Nelle sue tantissime creazioni, anche nel caso di rivisitazione di balletti storici e di interpretazione di noti testi letterari, emerge il suo stile personalissimo di artista dalla personalità forte e magnetica, capace di fondere mirabilmente nei suoi lavori sesso, sentimento, eleganza e gran senso del teatro. Tra le sue produzioni più note sono da annoverare: Les demoiselles de la nuit 1948; Le Loup 1953; Cyrano de Bergerac 1959; Notre Dame de Paris 1965; Paradis Lost 1967 e, nel periodo della sua direzione del Ballet National de Marseille dal 1972 al 1998,  La rose malade 1973; L’Arlesienne 1974; Coppelia 1975; La Chauve souris 1979; L’Ange bleu 1985; Le chat botté 1985; Ma Pavlova 1986; Le Diable amoureux 1989; La bella addormentata 1990; Le Guépard 1994; Chéri 1996, Le Lac des cygnes et ses maléfices 1998 sino al più recente Clavigo 1999.

Celebri artisti hanno collaborato alla realizzazione dei suoi lavori: Yves Saint-Laurent e Christian Dior per i costumi; Pablo Picasso, Max Ernst e Niki de Saint Phalle per le scene; Georges Simenon, Jacques Prévert, Jean Anouilh per i libretti; Marcel Landowski, Gabriel Yared, Maurice Jarre; Henri Dutilleux per la musica.

© Sipario 2007

George Balanchine

Nato a San Pietroburgo nel 1904, George Balanchine incontra Igor Stravinskij durante le rappresentazioni dei Balletti Russi, in cui è stato appena ingaggiato per una tournée europea dallo stesso Diaghilev: ne nasce una collaborazione leggendaria.
Ventenne, si è formato alla Scuola di Danza del teatro Mariinskij, da dove quindici anni prima erano usciti mostri sacri come Fokine e Nijinskij: coreografo, ma anche musicista e compositore, Georgij Melitonovic Balancivadze riesce presto a fare carriera, diventando nel 1925 direttore della compagnia di balletto di Bronislava Nijinska, compagnia che risiederà poi all’Opéra di Montecarlo. Appartengono a questo periodo le prime coreografie di una certa risonanza, molte delle quali affidategli da Diaghilev: L’Enfant et les Sortilèges di Colette e Maurice Ravel, Le Chant du Rossignol (in collaborazione con Stravinskij), Jack in the Box (musica di Erik Satie), La Chatte, con Olga Spessivtseva e Serge Lifar, Apollon Musagète, al Teatro Sarah Bernhardt. Soprattutto con quest’ultimo lavoro, Balanchine definisce il suo stile antinarrativo, grazie al quale il balletto diventa visualizzazione della musica, una geometria sottile arricchita da un forte virtuosismo creativo, capace di valorizzare al massimo la partitura

Con la morte di Diaghilev nel 1929 e lo scioglimento della compagnia, Balanchine viene invitato da Jacques Rouché, amministratore dell’Opéra, a mettere in scena Les Créatures de Prométhée al Palais Garnier, ma si ammala ed è costretto a rinunciare all’impegno: tornerà sulla scena per il Ballet Royal danese (1930), proseguendo un’intensa attività a Londra, Montecarlo e infine nella Parigi stessa, con Ballets 1933 al Théâtre des Champs-Elysées. Proprio qui avviene l’incontro decisivo con Lincoln Kirstein, che lo porta con sé a New York, dove nel 1934 fondano la School of American Ballet. Nel 1937 viene realizzato il primo Festival Stravinskij e iniziano le collaborazioni con la Metropolitan Opera di New York: la compagnia di Balanchine, con il crescente successo e la maggiore attenzione istituzionale, cambierà nome in Ballet Caravan, American Ballet Caravan, Ballet Society, fino ad assumere, nel 1948, quello celeberrimo di New York City Ballet. Nel 1964 la città gli offre l'utilizzo dell'ambitissimo New York State Theatre, presso il Lincoln Center, confermando la centralità della figura di Balanchine negli sviluppi della danza classica del novecento. Tra le coreografie firmate negli Usa ricordiamo Balletto imperiale (1941) su musica di Ciajkovskij, Theme and Variations (1947), The Four Temperaments (musica di Hindemith, 1946), Symphony in C (1947), su musica di Bizet, l’ancora rappresentatissimo Schiaccianoci (1954), Liebeslieder Walzer (musica di Brahms, 1960), Jewels (Fauré, Stravinskij e Ciajkovskij), nonché alcuni lavori che testimoniano il desiderio di allargare la propria ricerca ad un pubblico più vasto, come Stars and Stripes (1958), Square Dance (1957), Who Cares? (1970), su musica di Gershwin. A questa produzione si affiancano nel tempo le creazioni nate dalla stretta collaborazione con Stravinskij, circa trenta lavori, che vanno da una mitica versione de Le sacre du Printemps di cui si sono smarrite le tracce alla trilogia “greca” (Apollo, Orfeo, Agon), fino a divertite sperimentazioni come la Circus Polka, una danza per elefanti rappresentata per anni con successo da un circo americano.
Scomparso a New York nel 1983, Balanchine è stato punto di riferimento imprescindibile per tutta la danza classica del novecento, malgrado o proprio in forza del suo essere passato indenne attraverso ogni avanguardia, mantenendo sempre la lucidità, la coerenza e la limpida forza creativa del suo stile.


Lèonide Massine

léonide massine : coreografo (1895-1979)
(1918-2007)

Léonide Massine era americano, di origine russa. Padre della danzatrice Tatjana e del ballerino e coreografo Lorca, Leonid ha studiato alla scuola del Bolshoi di Mosca, dove si è diplomato e ha anche preso parte ad alcune rappresentazioni. Debutta nel 1914 all'Opéra di Parigi nel balletto La leggenda di Giuseppe (musica di R. Strauss), protagonista, con la coreografia di Michail Fokine, per i Balletti Russi di Diaghilev. L'anno dopo, sempre con Diaghilev, dava alla scena la sua prima coreografia: Soleil de nuit (musica di Rimskij-Korsakov). Aveva occasione di studiare con Enrico Cecchetti ma in lui, e anche in Diaghilev, premeva l'avviamento sempre più deciso per la composizione coreografica, mentre il ballerino andava via via maturando, con straordinaria vena naturale, la fisionomia di danzatore, nel 'carattere' (con una netta propensione per quello spagnolo). I risultati di questa appassionata ricerca si fecero intravedere subito con Les Femmes de bonne humeur (musica di Scarlatti-Tommasini, 1917), Parade (musica di Satie, 1917), La Boutique fantasque (musica di Rossini-Respighi, 1919), Le Tricorne (musica di Falla, 1919), Pulcinella e Le Sacre du printemps (entrambi su musica di Stravinskij, 1920). Si staccava da Diaghilev per intraprendere una carriera isolata con le 'Soirées de Paris'. In questa piccola, particolare istituzione creava: Salade (musica di Milhaud), Mercure (musica Satie), Le Beau Danube (musica Strauss-Desormière). Tornava ai Balletti Russi di Diaghilev, ed erano gli anni di Zéphire et Flore (musica di Dukelsky, 1925), Les Matelots (musica di Auric, 1925) Le Pas d'acier (musica di Prokofiev, 1927), Ode (musica di Nabokov, 1928). Inoltre lavorò a Londra per la rivista Cochrane dal 1925 al '26. Partecipava come ballerino, anche con coreografie sue, alla tournée italiana del 1926-27 (al Teatro di Torino e alla Scala) dei Balletti Russi. Seguiva un'esperienza americana, a New York, al Roxy Theatre. Riprendeva nel 1930 il suo Sacre du printemps con Martha Graham. Per la compagnia di Ida Rubinstein dava le coreografie dei balletti David (musica di Sauguet) e Amphion (musica di Honegger).

 

Lavorava per il Ballet Russe de Monte-Carlo nel 1932 e negli anni a seguire, con alcune opere che furono subito giudicate come le sue più importanti, con tutti i numeri per resistere ai tempi, riprese poi da alcuni dei più prestigiosi complessi internazionali. È il caso di Jeux d'enfants (musica di Bizet, 1932), Choréartium (musica della Quarta Sinfonia di Brahms, 1933), Les Présages (musica della Quinta Sinfonia di Cajkovskij, 1934), Symphonie fantastique (musica di Berlioz, 1936). Nasceva un genere: la sinfonia coreografica, che restava legata al nome di Massine e che poteva poi contare uno sviluppo, in direzione molto più astratta di 'danza pura', con il balletto concertante di Balanchine. A quella tendenza appartenevano la Settima Sinfonia (musica di Beethoven, 1938), Rouge et noir (musica della Prima Sinfonia di Sostakovic, 1939), sino alla Sinfonia di Leningrado (musica di Sostakovic, 1945-46). Massine rinuncia al virtuosismo fine a se stesso. Le sue sinfonie coreografiche, che per la natura propriamente concertante potrebbero essere accomunate all'astrattismo compositivo, non rinunciano alla varietà dei temi e a un'illustrazione molto concreta, una danza definibile 'terra-terra' per la natura delle situazioni reali che vuole rappresentare. Egli ha adattato il suo stile a ogni soggetto trattato: mistero religioso (le Laudes Evangelii , musiche venete dei secoli XVI-XVII arrangiate da Virgilio Mortari, 'sacro teatro', 1954) l'operetta, il folclore (di preferenza spagnolo), l'opera (una versione danzata del Barbiere di Siviglia di Rossini, 1960), il balletto sinfonico (Aroldo in Italia, musica di Berlioz, Ballets Russes de Monte-Carlo 1951), la commedia dell'arte (La commedia umana, musica del XIV sec., 1960), la rievocazione d'altri tempi (Gaîté parisienne, musica di Offenbach, 1938). Tre film sono da ricordare: il famoso Scarpette rosse (1948), I racconti di Hoffmann (1951), Carosello napoletano (1953). L'invenzione è in lui sempre ricca, piena di fermenti circostanziali; e ciò vale sia per i suoi balletti sinfonici sia per quelli strettamente d'azione i quali, specie le commedie, hanno riscosso, proprio per la loro vivacità, i maggiori consensi.


December 04

15 MARZO 2008

15 MARZO CANELLI (ASTI)
 
TEATRO :"Balbo"
Spettacolo:"SatieTout"
 
ONIRICO ENSAMBLE 018  annullato
 
November 28

ABBIGLIAMENTO DANZA

"ONDE"
 
SANT'ANTIOCO 09017 (CA)
Piazza Umberto 
 
Catalogo danza 2007:
 

Rudolf Nureyev

rudolf nureyev : ballerino
(1938-1993)

Rudolf Nureyev, indimenticabile ballerino, è il personaggio che ha rivoluzionato il ruolo maschile nella danza. Nato il 17 marzo 1938 su un treno in una regione del lago di Baikal, durante un viaggio che la madre aveva intrapreso per raggiungere il marito a Vladivostock (che si era ivi trasferito per ragioni di lavoro), comincia a prendere lezioni di danza all'età di undici anni da un'anziana insegnante, la signora Udeltsova, che aveva fatto parte nientemeno dei leggendari "Ballets Russes" di Diaghilev (gli stessi che avevano collaborato con personalità artistiche del calibro di Stravinskij, Ravel, Matisse, ecc.).

Nel 1955 entra a far parte della prestigiosa scuola di ballo del Teatro Kirov di Leningrado e tre anni dopo è ammesso in compagnia. Durante una tournée in Europa, come molti artisti suoi compatrioti, chiese asilo politico alla Francia, per sfuggire all'oppressivo regime sovietico, alle sue imposizioni e gerarchie.

 

Correva l'anno 1961 e nella storia quella è una data che vuol dire solo una cosa, guerra fredda. La contrapposizione, basata sul precario equilibrio nucleare, fra le due superpotenze allora vigenti, l'Unione Sovietica appunto e gli Stati Uniti d'America.

In quel clima già rovente, quando gli anticomunisti non perdono occasione per denunciare le infami condizioni di vita instaurate nel paese del socialismo reale, si scatena un vero caso internazionale. Il suo nome finisce su tutti i giornali, non sempre per i nobili motivi legati alla danza, ma per quelli più terreni della politica e questo lo porta, volente o nolente, ad essere conosciuto da un più vasto pubblico, non necessariamente interessato all'arte e al ballo.

Comincia così la sua carriera in Occidente con la compagnia del Marchese di Cuevas,con il Balletto Reale Danese di Erik Bruhn e poi con il Royal Ballet di Londra dove fra l'altro instaura un celebre sodalizio con Margot Fonteyn, con la quale forma la mitica coppia destinata ad incantare il pubblico di tutti i teatri del mondo.

Nel corso della sua vita, Nureyev ha interpretato decine di ruoli, sia classici che moderni, sempre con enormi potenzialità tecniche e di immedesimazione. Ciò significa che, al pari dei cantanti lirici che per essere tali a tutti gli effetti non devono limitarsi a saper cantare, il ballerino era anche un grande attore, capace di coinvoleger il pubblico e trascinarlo nel vortice delle storie raccontate in musica dai grandi compositori.

Infine, non bisogna dimenticare che crearono per lui tutti i massimi geni della coreografia, fra i quali vanno annoverati Ashton, Roland Petit, MacMillan, Bejart e Taylor.

Malato da tempo di Aids, il grande ballerino si è spento presso un ospedale parigino il 6 gennaio 1993 dopo l'ultima tormentata relazione con il cantante rock Freddie Mercury.


© Sipario 2007
 
  
 
 
 

M.Bèjart

È morto il grande coreografo Béjart


Un balletto di Bejart - foto Ap - 220*147 - 22-11-07
Il coreografo francese Maurice Béjart è morto a Losanna. Lo ha dichiarato all'Afp il Béjart Ballet di Losanna che l'artista dirigeva da 20 anni.

Nato a Marsiglia il 1 gennaio 1927, figlio del filosofo Gaston Berger, segue i corsi di danza parallelamente agli studi liceali e universitari. Affascinato da uno spettacolo di Serge Lifar, decide di consacrarsi completamente alla danza e fa il suo debutto artistico a 14 anni all'Opéra di Parigi, poi accanto a Roland Petit.

Nel 1951, crea il suo primo balletto, "L'Inconnu", a Stoccolma, poi mette a punto "L'uccello di fuoco" sulla musica di Igor Stravinski. Nel 1955, crea "Symphonie pour un homme seul" con la sua compagnia, i Ballets de l'Étoile (musica di Pierre Henry e Pierre Schaeffer), che gli valse gli onori della stampa e del pubblico. Nel 1960, dopo essere stato notato da Maurice Huisman, allora direttore del Théâtre royal de la Monnaie, fonda a Bruxelles il Ballet du XXe siècle con il quale percorre il mondo intero iniziando alla danza un vasto pubblico di neofiti. Nel 1987, al termine di un conflitto aperto con il direttore del teatro della La Monnaie Gerard Mortier, in piena tournée a Leningrado , Béjart decide di non tornare più in Belgio.

Poco tempo dopo, la Philip Morris International, con sede a Losanna, gli propone di stabilirsi in Svizzera. Béjart scioglie il Ballet du XXe siècle e fonda a Losanna una nuova compagnia, il Béjart Ballet Lausanne.

Sia per il "Ballet du XXe siècle" che a Losanna, Béjart accoglie danzatori di alto livello di qualsiasi nazionalità. Desideroso di dare nuovo vigore alla danza maschile, esige dai suoi interpreti una perfetta padronanza della danza accademica e una grande capacità di adattamento alle correnti neoclassiche. Fedele ad un'idea di spettacolo globale, mescola l'universo musicale, lirico, teatrale e coreografico mettendo in evidenza le qualità individuali dei solisti, esigendo allo stesso tempo il massimo dai movimenti d'insieme.

Le tematiche affrontate dal Béjart sono spesso universali ed egli non esita a mettere in scena i grandi problemi dell'attualità, come l'Aids o l'ecologia. Nel 1998 viene condannato per plagio: il suo spettacolo Le Presbytère contiene una scena copiata da La chute d'Icare del coreografo belga Frédéric Flamand.

Nel 1999 gli viene consegnato il Prix de Kyoto.

Diversi e profondi sono stati i rapporti tra Maurice Béjart e l'Italia, della quale diceva di amare i luoghi geografici ma ancor più quelli dell'anima, del mito e dell'arte. E volentieri accettava di portarci i suoi spettacoli, in particolare a Roma, nel bellissimo giardino di Villa Medici, sede dell'Accademia di Francia.


November 15

Parigi

PARIGI

Studio Harmonic
5, Passage de Taillandiers – 75011 Paris
Tel. 01 48 07 13 39 - Fax 01 49 23 40 43
www.studioharmonic.fr - harmostd@club-internet.fr

Fondato nel 1988 da Patrick Fonteneau e Jean-Pierre Reynes, Studio Harmonic si colloca oggi tra le migliori scuole parigine di danza. Alla sede storica in avenue de la République, nel 1993 si è aggiunta quella aperta nel quartiere Bastille. Il centro è noto per l’ampia offerta formativa: acrobazia, allungamento, sbarra a terra, capoeira, canto e commedia musicale, tip tap, classico, programma per bambini, danza africana, danza egiziana, rock’n roll, danza orientale, hip hop, modern jazz, moderna contemporanea, salsa e samba, danza spagnola Sivigliana, yoga e feldenkrais, tai chi, tango. Ogni lezione dura un’ora e mezza e costa 14 euro, ma esistono carte comprensive di più lezioni: dieci lezioni a 105 euro, venti lezioni a 190 euro, cinquanta lezioni a 430 euro. Al costo della carta va aggiunto quello dell’iscrizione annuale che è di 32 euro.

Centre de danse du Marais
41 rue du Temple, 75004 Paris
Tel. 01 42 72 15 42- Fax 01 42 77 71 57
www.parisdanse.com - info@parisdanse.com

Un palazzo antico che risale al 1617, l’Auberge de l’Aigle d’Or, ospita il Centre de danse du Marais che si trova appunto in uno dei quartieri più suggestivi della Ville Lumière. Fondato circa trenta anni fa, i punti di forza di questa scuola sono i 100 insegnanti, i 30 stili di danza proposti, oltre al nuovo corso di formazione in commedia musicale con ben 18 professori, le 12 sale di danza a disposizione degli allievi, ma anche gli abbonamenti brevi che permettono di cambiare spesso docenti. Questo il tariffario delle lezioni, da pagare direttamente all’insegnante: 16 euro per una lezione, 58 euro per quattro, 98 euro per otto, 135 per dodici. È possibile anche acquistare una carta di prova per cinque lezioni diverse al prezzo di 65 euro: l’ideale per farsi una idee sulle numerose proposte del centro.

L’Atelier de Paris – Carolyn Carlson
Cartoucherie – 75012 Paris
Tel. 01 41 74 17 07 - Fax 01 41 74 00 22
www.atelierdeparis.org - office@atelierdeparis.org

Dal 1999, l’Atelier de Paris si è trasferito nei locali della Cartoucherie, nei pressi del Bois de Vincennes, rimessi a nuovo dall’architetto Michel Londinsky. Non è una scuola come le altre perché la direzione artistica è affidata alla coreografa Carolyn Carlson, artista che è stata insignita anche della Legione d’onore. «Il punto di forza dell’Atelier sono le dodici masterclass all’anno, tenuti dai più celebri coreografi al mondo – afferma C. Carlson –. Si tratta di corsi tecnici rigorosi e atelier d’improvvisazione, ma che comprendono anche teoria e composizione. Un luogo di scambio tra il maestro e l’allievo per trasmettere a ciascuno quella determinazione e quella consapevolezza indispensabili per intraprendere quel processo di evoluzione interiore necessario alla formazione di tutti gli artisti». Ogni masterclass dura cinque o sei giorni, con lezioni per 5-7 ore al giorno. Il costo è di circa 200 euro.

 

New York

NEW YORK
Broadway Dance Center - BDC
221 West 57th Street – 5th Floor, New York NY 10019
tel. 212 582 9304
fax 212 977 2202
www.bwydance.com
info@bwydance.com
Per conoscere la lunga storia del Broadway Dance Center occorre risalire ai primi anni Ottanta, quando New York era presa d’assalto da migliaia di aspiranti ballerini con il sogno di calcare uno dei palcoscenici di Broadway, il quartiere degli artisti. Erano gli anni di coreografi strepitosi come Michael Bennet, Bob Fosse e Jerome Robbins e di insegnanti di prestigio, quali Luigi, Jamie Maddox,
Henry Le Tang, Phil Black, David Howard e Frank Hatchett. In quegli anni, in un’altra parte della ‘Grande Mela”, Richard Ellner era un uomo d’affari newyorchese appassionato di musical. All’età di 58 anni, decise di prendere la sua prima lezione di tip tap e poi di jazz, riuscendo ad arrivare al leggendario maestro di jazz, Franck Hatchett, nella sua piccola scuola di Manhattan.
Nel 1984, Ellner rivelò la proprietà della Hatchett-Hines che era in crisi, la rinominò Broadway Dance Center e cercò di creare un centro che potesse diventare una sorta di ‘seconda casa’ per insegnanti e ballerini, non solo professionisti ma anche appassionati. Ogni insegnante fu incoraggiato nel perfezionare il proprio personale stile e la propria esperienza, mentre gli allievi apprezzarono la possibilità di frequentare un centro con così tante discipline evitando di doversi
muovere da una parte all’altra della metropoli. All’inizio fu l’arrivo di docenti di prestigio a rafforzare l’immagine del BDC nel mondo della danza. Negli ultimi quindici anni, il centro è cresciuto e si è arricchito sotto la guida di Richard Ellner morto nel 1998, all’età di 69 anni, tre settimane dopo il trasloco in 57th Street.
La responsabilità del BDC è passata alla figlia Allison Ellner, che ha portato avanti una gestione accorta ma basata sui principi di integrità e generosità per cui suo padre era famoso. Quest’anno, per festeggiare il ventesimo anniversario, Allison Ellner e il suo staff sono ritornati all’obiettivo primario del fondatore: porte aperte per tutti coloro che desiderano danzare. Le lezioni danno la possibilità di crescere e specializzarsi in una ampia varietà di discipline e stili. Tutte le lezioni
sono ‘open’: basta segnarsi, almeno dieci minuti prima dell’inizio, a quella di proprio interesse tenendo conto del proprio livello di esperienza (solo per workshop speciali è prevista una prescrizione). È l’allievo stesso a decidere a quale livello inserirsi semplicemente osservando alcune lezioni, anche se il consiglio è di scegliere un livello leggermente inferiore se è la prima volta al BDC.
Una singola lezione costa 15 dollari, ma è possibile comperare un pacchetto da dieci lezioni a 130 dollari (o dieci lezioni a 13 dollari ciascuna). La lezione di sbarra (i primi 40-45 minuti di una lezione di balletto) costa 12 dollari. Su richiesta, il Broadway Dance Center rilascia certificati di partecipazione e fornisce un aiuto per gli allievi nella ricerca di hotel o residence (per gli stranieri è previsto uno Student Visa Program).

Los Angeles

LOS ANGELES
Edge Performing Arts Center
1020 Cole Avenue - 4th Floor, Los Angeles, CA 90038
Tel. 323 962 7733
Fax 323 962 7303
www.edgepac.com
info@edgepac.com
Aperto nel 1992 su una superficie di oltre 450 metri quadrati, l’Edge si trova al quarto piano del palazzo che ospita il Centro Televisivo di Los Angeles, dalle cui finestre si ammira una vista panoramica di Hollywood. Ogni sala è attrezzata con un sistema audio di alta qualità, sbarre in legno, specchi, etc. L’obiettivo del centro è quello di soddisfare le esigenze degli operatori della danza e dell’arte, attraverso una formazione di qualità che calibra adeguatamente tradizione e innovazione.
Combinando gli sforzi compiuti dalla scuola, gli spettacoli annuali e la partecipazione agli eventi di danza, così come le sponsorizzazioni a progetti e compagnie di danza, l’Edge è diventato un punto di riferimento indiscusso per la danza a Los Angeles, rivestendo così un ruolo importante nel settore. La posizione centrale, l’ampia offerta dei corsi e la presenza di coreografi e insegnanti
di fama hanno gradualmente fatto dell’Edge una scuola di prima scelta, per lezioni, prove e audizioni. Le lezioni per adulti e ragazzi, infatti, sono condotte da più di cinquanta docenti rinomati a Hollywood in quanto allenano e creano coreografie per artisti come Madonna, Janet Jackson, Prince, Britney Spears, Jennifer Lopez, Blackstreet Boys, Rickey Martin e molti altri ancora. Si tratta di ballerini e coreografi apparsi in centinaia di video musicali e commerciali, show televisivi,
film e che hanno lavorato per prestigiose compagnie di danza.
Al centro Edge ci sono lezioni per qualsiasi stile o disciplina, dal classico al contemporaneo fino a qualcosa di ancora più ‘out’, tanto che è noto per essere considerato come la mecca dell’hip hop.
Le lezioni ‘open’ durano, un’ora, un’ora e mezza o due con cadenza da una a tre volte per settimana. Alcune lezioni sono programmate e hanno un inizio e una fine fissata, mentre altre sono chiuse e solo su invito. Sono previste anche lezioni private, su richiesta. Non è prevista alcuna audizione per essere ammessi alle lezioni ma l’insegnante può consigliare all’allievo un’altra lezione se il livello non è quello adatto. Per quanto riguarda i costi, una singola lezione costa 11 dollari, ma esistono pacchetti con riduzioni per più lezioni: 30 dollari per tre, 48 per cinque, 90 per dieci (da svolgere in due mesi), 170 per venti (in tre mesi), 245 per trenta (in tre mesi). Il direttore Bill Prudich e Randy Allaire, nel 1988, hanno sviluppato il ProDance Program per preparare i ballerini a una carriera da professionisti in televisione o nei teatri. Si tratta di un corso annuale intensivo che si sviluppa su 35 ore a settimana, con lezioni di danza, recitazione, canto. Per potere partecipare occorre avere almeno 18 anni, avere un livello medio in jazz e classico e superare un’audizione. La scadenza per l’anno scolastico 2005/06 è prevista per il 4 agosto 2005. I mesi di giugno, luglio e agosto rappresentano il clou dell’anno, in quanto arrivano ballerini da tutto il mondo, si aprono nuove lezioni, stage e spettacoli.

Scuole nel Mondo-- Londra

In giro per le quattro capitali per capire dove e cosa occorre studiare

LONDRA, NEW YORK, LOS ANGELES, PARIGI: IL ‘GOTHA’ DELLA DANZA È TUTTO QUI. CHI SI SPECIALIZZA IN GRANDI SCUOLE HA UNA MARCIA IN PIÙ PER LA PROPRIA CARRIERA DI BALLERINO, COREOGRAFO O INSEGNANTE. MA, SOPRATTUTTO, HA LA POSSIBILITÀ DI SCOPRIRE UNA RAGIONE IN PIÙ PER AMARE LA DANZA.

Una formazione cosmopolita è sempre più necessaria per chi davvero aspira a fare della danza
la propria professione. Basta sfogliare i curricula vitae dei più noti ballerini e coreografi per rendersi
conto di quanta parte del loro bagaglio tecnico-culturale sia frutto di esperienze di studio all’estero.
Non c’è età per confrontarsi e migliorarsi ma certo per i più giovani le possibilità di uscire dal
proprio ‘orticello’ e diventare giramondo sono probabilmente maggiori.
Expression vi propone il quadro delle migliori scuole di danza d’oltreconfine, cercando di
mettere in evidenza i punti di forza, la storia e anche i prezzi, per farvi un’idea di quale investimento dovete tener conto.
Parigi e Londra per l’Europa, New York e Los Angeles per gli Stati Uniti: queste sono senza ombra
di dubbio le quattro capitali della danza. Pineapple, Edge e Broadway Dance Center sono
realtà grosse e consolidate che spazzano via ogni concorrenza. Parigi fa un po’ eccezione e
anche se la fama e la tradizione dello Studio Harmonic non sono in discussione, esistono almeno
altri due centri che meritano una presentazione: L’Atelier de Paris e il Centre de danse du Marais.

LONDRA
Pineapple Dance Studios 7 Langley Street – Covent Garden, London WC 2H 9JA
tel. + 44 (0) 20 7836 4004
fax + 44 (0) 20 7836 0803
www.pineapple.com
studios@pineapple.uk.com

È stata Debbie Moore a fondare il Pineapple Dance Studios nel 1979, in un antico edificio dalla struttura in legno (fino a qual momento utilizzato come magazzino di ananas) a Covent Garden, rinomato quartiere di Londra. Il suo obiettivo era quello di rendere la danza accessibile a tutti perché, sono sue parole, “danzare è vivere”. Poco dopo, D. Moore lanciò anche una linea di abbigliamento Pineapple per soddisfare la crescente domanda di abbigliamento alla moda per la danza, diventando poi la prima donna Chairman a varcare la soglia del London Stock Exchange
(ndr la Borsa) quando Pineapple diventò una società quotata in borsa nel 1982.
Infaticabile, nel 1983, pubblicò “The Pineapple Dance Book”, una guida sul mondo della danza, mentre nel 1984, le fu conferito il Veuve Clicquot “Businesswoman of the Year Award” in omaggio ai suoi risultati come imprenditrice.
Nel 1989, uscì il suo secondo libro “When a Woman Means Business” per offrire suggerimenti in materia di affari e stili di vita, volume che fu tradotto anche in cinese e le valse la candidatura per “Contemporary Designer of the Year” ai premi della moda inglese. Attualmente, il Pineapple dance studios è uno dei più celebri centri di danza al mondo, capace di proporre ai 3.500 iscritti grande varietà di classi per ogni livello, dal balletto classico allo street jazz, dalla salsa allo street locking. Ogni classe è composta, mediamente, da un minimo di 25 e un massimo di 45 persone.
Normalmente per potere partecipare a qualsiasi lezione, occorre associarsi a Pineapple, ma il centro offre anche una quota giornaliera (al costo di 2 sterline prima delle 16.30, 4 sterline dopo), in modo che gli allievi di passaggio, soprattutto stranieri, possono frequentare la scuola quando lo desiderano, pagando poi direttamente l’insegnante. In ogni caso, a seconda delle esigenze degli allievi, è possibile associarsi per un mese, per un quadrimestre o per un anno. Tutti gli associati pagano poi separatamente il docente della lezione scelta. Gran parte delle lezioni costano dalle 5
alle 7,5 sterline, tranne quelle di canto che sfiorano le 20 sterline. La scuola è anche meta p di danza da inserire nei loro videoclip, oltre che essere location preferita per audizioni e casting di note compagnie del calibro di Sony, Warner Bros, Walt Disney, EMI, BMG, Lion King e tante altre.
Il marchio Pineapple continua a produrre linee di abbigliamento che fanno tendenza fra i giovani. L’ultimo progetto di successo lanciato è una serie di video di danza, per stimolare le persona a studiare danza a casa. Il primo video è incentrato sullo Street Jazz, mentre il secondo riguarda il Funk Fusion.

November 14

Alessandra Ferri

Nasce a Milano, dove inizia a studiare alla Scuola di Ballo del Teatro alla Scala. All’età di 15 anni, grazie ad una borsa di studio del "British Council", per la prima volta assegnata ad una ballerina, si trasferisce a Londra, per continuare la propria formazione alla Royal Ballet School.

Nel 1980 entra a far parte della compagnia del Royal Ballet dopo aver vinto il prestigioso "Prix de Lausanne", concorso internazionale per studenti di danza.

Il 1983 è l'anno della sua affermazione: a soli 19 anni viene promossa Principal Dancer. Sir Kenneth MacMillan la sceglie come protagonista dei suoi lavori, Romeo e Giulietta, L'histoire de Manon, Mayerling, e crea per lei A Different Drummer, Valley of Shadows. Riceve il "Sir Lawrence Olivier Award", il più importante premio in Gran Bretagna, e viene nominata Ballerina dell'anno dalla rivista Dance and Dancers e dal New York Times.

Nel 1985, su invito di Mikhail Baryshnikov, si trasferisce all'American Ballet Theatre di New York e con questa compagnia va in tournée in tutto il mondo.
Nel 1986 porta Giselle sul grande schermo, insieme a Mikhail Baryshnikov.
Con l'ABT balla i ruoli principali di Romeo e Giulietta, Giselle, Manon, Don Chisciotte, La Bayadere, Lo Schiaccianoci, La Sonnambula, La Sylphide, Il Lago dei Cigni, Les Sylphides, Fall River Legend, Other Dances.


 

Dal 1990 in poi la sua attività principale diviene quella di artista ospite internazionale. Balla come étoile ospite nelle compagnie o nei Teatri d'Opera di Londra, New York, Toronto, Marsiglia, Buenos Aires, Sydney, Berlino, Amsterdam, Parigi, Mosca, Tokyo, Nagoya, Osaka, Atene, Cuba, Nancy, Losanna, Seoul, Monaco, Milano, Firenze, Roma, Napoli, Palermo.

Nel 1992 è invitata a ballare Carmen, di Roland Petit. come étoile ospite dall'esclusiva compagnia dell'Opera di Parigi, diventando così la prima italiana e una delle pochissime star internazionali di questo secolo ad aver avuto questo riconoscimento. Roland Petit, le affida altri balletti tra cui Coppelia, Le jeune homme e la mort, Le diable amoreux, La chambre. Interpreta un film televisivo di danza, La luna incantata, di Vittorio Nevano e Paola Calvetti, che vince il primo premio al Festival di Cannes nella categoria "Opere musicali e immagini".

Nel 1993 è protagonista a Parigi de L'Ombre, balletto romantico del diciannovesimo secolo ed è quindi per la prima volta La bisbetica domata.

Nel 1994 è Tatiana in Onegin di John Cranko, quest'ultimo ruolo verrà poi riproposto a Buenos Aires, all'Opera di Roma e al San Carlo di Napoli.

Nel mese di maggio del 1995 balla Giulietta in una serata che le viene dedicata al Metropolitan Opera House per i suoi dieci anni a New York.

Nel frattempo si sviluppa uno stretto legame con il Teatro alla Scala con il quale balla La Bayadere, Manon, Onegin, Giulietta e Romeo, La Bella Addormentata e Il bacio della fata.

Alessandra Ferri è legata fino al 2000 al Teatro alla Scala, dove è prima ballerina assoluta della compagnia di balletto. È stata nominata più volte ballerina dell'anno nelle più importanti nazioni.

© Sipario 2007
October 31

Michail Baryshnikov

Nato nel 1948 a Riga, in Lettonia, da genitori russi, inizia a studiare danza giovanissimo. Dopo pochi anni viene ammesso alla Vaganova School di Leningrado dove si forma sotto la direzione del famoso Alexander Puskin. Entrato come solista nel Kirov Ballet, vi rimane dal 1968 al 1974, anno in cui lascia la Russia comunista. Fino al 1979 danza in quasi tutto il mondo, con compagnie classiche e contemporanee, stabilendosi infine a New York, prima come danzatore principale al New York City Ballet, quindi in veste di direttore artistico dell’American Ballet Theatre, dal 1980 al 1989. Nel 1990, insieme a Mark Morris, fonda il White Oak Dance Project, progetto grazie al quale forma un’intera nuova generazione di ballerini e con il quale compie diverse tournées in America e in Europa, diventando uno dei punti di riferimento della modern dance statunitense. Con un nome preso dalla White Oak Plantation, una area selvaggia di 7.500 acri al confine fra Georgia e Florida che le fa da sede, la compagnia ha commissionato, nel corso della sua esistenza, più di 40 lavori a maestri ed artisti emergenti quali David Gordon, John Jasperse, Lar Lubovitch, Tere O'Connor, Kevin O'Day, Lucinda Childs, Dana Reitz, Jerome Robbins, Joachim Schlömer, Paul Taylor, e Twyla Tharp, acquistandone molti altri da coreografi del calibro di Trisha Brown, Martha Clarke, Merce Cunningham, Jane Dudley, Martha Graham, Hanya Holm, José Limón e Meredith Monk.

Al di là del suo instancabile lavoro di animatore culturale del mondo della danza, Baryshnikov rimane nell’immaginario collettivo come uno dei più grandi ballerini viventi, protagonista di più di cento allestimenti in ruoli classici e moderni - tra quest’ultimi, Push Comes to Shove di Twyla Tharp e Apollo di George Balanchine. Accanto a queste sue memorabili interpretazioni, va ricordata inoltre la sua lunga carriera di attore cinematografico, che lo ha visto recitare in film quali Due vite, una svolta (1977), di Herbert Ross, o Il sole a mezzanotte (1985), di Taylor Hackford.
Tra gli ultimi dei molti riconoscimenti ricevuti, si contano il New York Dance and Performance Award (1997), il Kennedy Center Honor e la National Medal of Arts (2000), il Jerome Robbins' Award, il Liberty Award e l’Arison Award.
Uno dei più recenti e ambiziosi progetti porta il nome di Baryshnikov Arts Center, laboratorio aperto a tutti gli artisti indipendenti con sede nel cuore di New York.

© Sipario 2007
 
  
 
 
 
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silvia bandini

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sai spesso la gente mi chiede "perchè lo fai?" perchè spendi tutte le tue forze a danzare? cosa ci provi?" a queste persone risponderei probabilmente in 15-20 ore...perchè è tanto il tempo che servirebbe a fargli capire cosa si prova, ma non servirebbe a nulla...perchè solo chi danza può sentire quell'elettricità (come la chiamava Billy Elliott nel film) quell'amore...per ch balla e ama e crede in quello che fa, la danza è più importante del cibo, e di qualsiasi bisogno primario, pensa solo a quella sala da ballo che accompagnerà i momenti più belli della sua vita. per nostra fortuna abbiamo avuto l'esempio del Grande Maestro Nureyev che halottato fino al'ultimo giorno della sua vita, ed è grazie al suo esempio che i ballerini devono essere fieri di quello che fanno di quello che sono e diventeranno, una frase bellissima che disse è stata "quando non riuscirà più a saltare mi metterò le mole sotto i piedi, sarei felice di morire sulla scena, in un supremo slacio che ti spezza il cuore. Io devo danzare. I must dance, e lo farò fino all'ultimo respiro" non dimenticatelo....mai!! baci a tutti i ballerini/e. Rossana
Mar. 21
ciao Silvia hai delle foto molto belle nel tuo blog...e si la mia passione è la fotografia ma anche la danza mi affascina tanto ma sfortunatamente ho danzato solo fino a 12 anni e adesso mi ritrovo a 24 con un sogno non realizzato. Cmq complimenti per la tua arte. Ciao
Aug. 6
RoBeRtAwrote:
 
la danza è la mia vita ..se smetterei di danzare la mia vita nn avrebbe alcun senso ...mentre danzo sento una cosa dentro indescrivibile la sensazione di volare di essere bella (interiormente) esce fuori tutta la passione ... nn si puo descrivere cn le parole si puo vedere solo quando si balla.... essere una ballerina è attraverso il corpo far trasmettere le proprie emozioni e sensazioni mentre si è sul palco... bisogna far sembrare tutto così semplice (anke se poi in realtà nn è così) bisogna essere umili ma con una determinazione e grinta da fare paura ... ki fa la ballerina va incontro a molte difficoltà , nn puoi arrenderti alle prime difficoltà o cadute bisogna cn il sudore e cn la voglia di fare riprovare e riprovare finkè quella cosa nn ti riesce... ricordate nn bisogna danzare cn la paura di nn riuscire sarebbe come vivere x paura di morire ....!!!!!
nn arrendetevi mai xkè se ci credete veramente tutto è possibile tutto puo diventare realtà ... bisogna solo crederci fare sacrifici e sapere ke nn bisogna arrendersi mai....
A volte alcuni mi dicono ke nn riuscirò mai a diventare una ballerina , ma io nn mi demoralizzo dimostrerò a loro e  al mondo intero ciò ke sn capace di fare nn mi arrenderò così facilmente , voglio dimostrare cio ke posso fare cio di cui vivo .... nn smettete mai di sognare magari un giorno i vostri sogni potrebbero diventare realtà .... baci a tutte le ballerine...
p.s. complimenti hai un blog fantastico se ti va passa anche da me ciao xD
June 20
Noemi T.wrote:
Ciao sono Noemi..e ti scrivo dalla Sicilia..Curiosando tra i blog ho trovato il tuo...molto carino...Io adoro la danza...ma purtroppo non ho potuto studiare danza classica da piccola xk sn cresciuta in 1piccolo paesino vicino Siracusa e nn avevo molte possibilità,qui c erano dei corsi di danza moderna ed ho iniziato così ank se le basi di classico sarebbero state molto più importanti...Cmq andando a studiare a Catania ho iniziato a frequentare 1 scuola di ballo di danze caraibiche,adesso sono 3 anni  e mezzo ke ballo salsa...la adoro..mi diverto troppo...Nel mio blog ci sono ank le foto delle gare ke ho fatto..l'anno scorso ho avuto il titolo di campionessa regionale di salsa e bachata!!!Cmq ti mando un saluto!!!!!!!
Apr. 12
ciao, stavo girando fra i vari blog e sn capitata qui...ho visto il tuo che parla di un mondo bellissimo che io amo e che mi fa sentire in paradiso, la danza!!
ci sn delle foto stupende per nn parlare dei filmati...Complimenti!!!
se ti va passa anche nel mio blog...baci
Jan. 23
Bellissimo qst blog....
sn una ballerina, e amo moltisssssssssimo qst blog tutti d danza.....
complimeti.....
Jan. 15
ciao...grazie a dancevillage ho visitato il tuo blog...è davvero bello...tutto sulla danza...wow...anch'io sono una ballerina e la danza è la mia vita. Se vuoi passa dal mio blog!!! Baci
Jan. 3
Ciao!!! Ho letto il tuo blog grazie al sito di dance village.
Come puoi immaginare anche io sono innamorata della danza e il tuo blog mi è piaciuto, per questo ho deciso di lasciarti un piccolo saluto sincero. Sorriso
Tanti auguri per tutto,
                                  Rossella.
PS: se ti va puoi lasciare un commento nel mio blog, mi farebbe piacere! Sorriso
CIAO CIAO
Dec. 17
ciao!!!!stavo guardando un pò di blog e sono capitata qui!!!!e veramente bello il tuo blog.....sai io faccio danza da quando avevo 3 anni quindi t puoi immaginare cm sn rimasta a vedere tt questi videoooooo!!!!!ora vado se vuoi  passa nel mio e lascia un commento!!ciao ciao!!!
-martina-
Oct. 31
ciao,guardando i vari spaces aggiornati sn capitata nel tuo blog!!!Sn rimasta mlt colpita dal tuo blog perkè si basa tt sll danza ke a me piace mlt!!!A bocca apertaStudio danza classica da qnd avevo solamente 5 anni e tt ora lo faccio...il mio sogno sarebbe diventare un etoile e danzare nei più grandi teatri del mondo.....Frs da qst anno tt è possibile perkè il mio maestro è un coreografo a livello nazionale....Ciao nn so + cs scrivere!!!!
Spero un gg di incontrarti in qlk accademia o teatro
-Sonia-
p.s: se fai un giro per i blog lasciami un commentino!!!!
Oct. 27
Carolinawrote:
Ciao,sono capitata nel tuo bog per caso...sai che sn anche io una ballerina?ho iniziato a fare danza classica da qnd avevo tre anni e la sto facendo tutt'ora...complimenti...passa anche dal mio blog se hai voglia...ciao ciao...magari un giorno ci incontreremo a teatro...:-)scherzavo eh...
Oct. 27